Peducolosi del capo: come affrontarla?

Questo tipo di infestazione colpisce più frequentemente, ma non solo, i bambini di età compresa tra i 3 e gli 11 anni ed è ricorrente durante il periodo scolastico. Essa rappresenta un problema soprattutto da un punto di vista sociale a causa dell’impatto che genera sulle assenze dalla scuola e dal lavoro.

L’espressione “avere i pidocchi” significa essere oggetto dell’infestazione da parte del Pediculus humanus capitis che altro non è che un artropode ematofago, che si nutre succhiando il sangue dell’ospite. I pidocchi non trasmettono malattie, quindi non rappresentano di per sé un pericolo da un punto di vista sanitario.

L’infestazione può essere asintomatica oppure si possono avere sintomi come prurito, linfadenite regionale cioè gonfiore ai linfonodi del collo e dermatite a livello di collo e spalle, caratterizzata da piccoli puntini rossi accompagnata da forte prurito. I puntini sono dati dai morsi dei pidocchi (che si nutrono ogni 2-3 ore), e il prurito è dovuto sia al morso del pidocchio sulla pelle sia alla reazione irritativa alla saliva del pidocchio che si manifesta dopo giorni o addirittura settimane ed è quindi generalmente un sintomo tardivo.

Il pidocchio si riproduce mediante la produzione di lendini (uova) bianche che si trovano in prossimità della radice del capello e a cui sono attaccate con una sostanza di natura polisaccaridica prodotta dal pidocchio. I pidocchi e le lendini per la loro sopravvivenza hanno inoltre bisogno del calore del nostro corpo, per questo il reperimento di lendini a una distanza dal cuoio capelluto superiore a un centimetro circa dalla cute non rappresenta un fattore per la diagnosi di infestazione attiva. Queste lendini collocate sulle lunghezze dei nostri capelli saranno dall’aspetto trasparente in quanto vuote.

Dopo 5-10 giorni dalla deposizione, le lendini si schiudono ed ecco il motivo per cui i trattamenti per le pediculosi si devono ripetere dopo circa una settimana dalla prima applicazione, in modo da uccidere i nuovi pidocchi nel caso in cui il trattamento non sia anche ovicida.

Le zone maggiormente interessate dalla deposizione delle lendini sono quelle della nuca e la zona retroauricolare e più genericamente il resto del cuoio capelluto.

La diagnosi più tradizionale di pediculosi consiste nell’esaminare attentamente, in condizioni di buona illuminazione e con l’ausilio di una lente di ingrandimento i capelli e il cuoio capelluto, ma il dermatologo potrà usare anche la lampada di Wood per far risaltare le lendini con la fluorescenza o ancora il dermatoscopio per ingrandire notevolmente l’immagine delle lendini e vedere se esse sono vitali o meno.

Per quanto riguarda la terapia per liberare la persona dall’infestazione in commercio troviamo mezzi chimici ovvero diverse formulazioni come shampoo, gel, schiume, a base di sostanze chimiche di diversa natura che sono accomunate dall’azione insetticida a carico del sistema nervoso del pidocchio. Le molecole maggiormente utilizzate come insetticida topico sono:

  • la permetrina che è una combinazione di isomeri delle piretrine, chimicamente modificate per ottenere una maggiore stabilità a luce e calore. Essa agisce inibendo numerosi sistemi enzimatici del sistema nervoso, non è ovicida in quanto nelle uova in sviluppo il sistema nervoso è solo abbozzato, per questo bisogna ripetere il trattamento dopo una settimana.
  • Piretrine naturali sinergizzate dall’aggiunta di piperonilbutossido che permette di utilizzare una dose inferiore mantenendo l’efficacia. Anche in questo caso il trattamento va ripetuto a distanza di una settimana. A differenza dei piretroidi sintetici come la permetrina, queste piretrine naturali non presentano un effetto pediculocita residuo dopo il risciacquo e di conseguenza non danno origine a resistenze legate all’esposizione del parassita a dosaggi subottimali.
  • Il malathion che è un organofosfato pediculocida e ovicida che agisce inibendo in modo irreversibile la colinesterasi portando alla paralisi respiratoria del pidocchio, viene generalmente utilizzato sotto forma di gel da applicare a capelli asciutti con un tempo di posa di 12 ore, in questo caso per la sua duplice azione è sufficiente un’unica applicazione.

Importante accorgimento da tenere presente è che il trattamento deve essere esteso a tutta la famiglia, ovviamente solo in seguito a una diagnosi di infestazione attiva (non bisogna usare pediculicidi come profilassi). Alcuni pidocchi hanno sviluppato resistenze, in questo caso a seguito di insuccesso terapeutico, si cambierà molecola per un secondo trattamento. Visto che i pidocchi si trasmettono esclusivamente per contatto diretto, nonostante essi abbiano vita molto breve una volta lontani dall’ospite, è meglio disinfettare cappelli, spazzole, peluche dei bambini, cappotti e divani, lavandoli ad alta temperatura o con vapore o a secco.

Molto importante sia per prevenire le infestazioni che per evitare di generare preoccupazione negli ambienti che si frequentano (scuola, lavoro) è bene passare un pettine apposito a denti molto stretti in modo da staccare le lendini non più vitali rimaste adese ai capelli.

Per chi non volesse assolutamente utilizzare metodi chimici per problemi di ipersensibilità al trattamento, può ricorrere ai metodi fisici come il brush busting che consiste nel pettinare con il pettine a denti fitti i capelli bagnati precedentemente con abbondante balsamo e continuare a pettinare fino a che non si raccolgono più insetti. Questa tecnica va ripetuta ogni 3-4 giorni per un periodo di due settimane.

Altro metodo fisico da tenere in considerazione è la piega col phon, quindi in questo caso si sfrutta il calore estremo per uccidere il parassita.

Possiamo concludere che i metodi per la disinfestazione da pidocchi sono innumerevoli e tali da poter escludere l’antico metodo della rasatura, che sebbene efficace, (il pidocchio non ha più a disposizione il fusto del capello a cui aggrapparsi), è sconsigliato per l’importanza sociopsicologica legata alla lunghezza dei capelli.

https://scholar.google.com/scholar?hl=it&as_sdt=0%2C5&q=pidocchi+piretrine&oq=pidocchi+piretri#d=gs_qabs&u=%23p%3DnkpU5J1gKygJ

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