Abbronzarsi in tutta sicurezza: fototipo e fattore di protezione solare

Partendo per una vacanza al mare o in alta montagna è d’obbligo ricordarsi di portare con sé un’opportuna protezione per difenderci dagli effetti dannosi del sole.

Commercializzati fin dagli anni ’30, i prodotti per la protezione solare possono essere creme, oli, gel, spray; una volta applicati sulla pelle la proteggono dai raggi UV assorbendoli o disperdendoli. L’azione protettiva è garantita dalla presenza di sostanze capaci, attraverso meccanismi chimici o fisici, di filtrare i raggi UV dannosi (i cosiddetti filtri UV), prevenendone gli effetti negativi sulla nostra salute.

I prodotti solari non sono però in grado di proteggerci al 100% dai raggi UVA e UVB. Per questo motivo non possono essere riportate in confezione o etichetta diciture che fanno ipotizzare una protezione totale della nostra pelle. Le informazioni che si trovano sul prodotto rimandano, invece, a classi di protezione codificate a livello europeo, sulla base del fattore di protezione solare (SPF, dall’inglese Sun Protection Factor). In particolare, sono presenti in commercio prodotti con protezione bassa (SPF: 6,10), media (15, 20, 25), alta (30, 50) e molto alta (50+).

Il fattore di protezione solare è il valore numerico che misura la capacità protettiva del prodotto testato ai raggi UVB. Il SPF di un prodotto può essere determinato attraverso studi su volontari umani come il rapporto tra la dose di esposizione solare che dà luogo ad eritema in una zona in cui è stato applicato il prodotto solare rispetto ad una zona non protetta dello stesso soggetto. Pertanto, quanto più alto è il valore SPF tanto maggiore sarà la quantità di raggi UV a cui la pelle dovrà essere esposta per indurre un eritema.

Sebbene i test e le procedure adottate a livello internazionale dalle aziende produttrici (ISO 24444:2010) si concentrino sulla valutazione dell’effetto protettivo dei raggi UVB per convenzione, i prodotti solari devono proteggere il soggetto anche dai rischi di una eccessiva esposizione ai raggi UVA. Per questo motivo, la Commissione Europea con la Raccomandazione del 22/6/2006 (EC 647/2006) ha previsto che il valore minimo di protezione UVA di un prodotto sia almeno di 1/3 rispetto all’SPF dichiarato.

Inoltre, considerando che i prodotti solari sono classificati come cosmetici nell’Unione Europea, la sicurezza del consumatore è garantita anche da quanto previsto dal Regolamento europeo sui cosmetici (Regolamento CE n. 1223/2009 e successive modifiche).

In aggiunta a tutte le informazioni previste dalla normativa sui cosmetici, i prodotti solari devono riportare in etichetta le istruzioni d’uso, quali le modalità di applicazione e la frequenza, nonché specifici consigli sulle precauzioni da adottare quando ci si espone al sole.

È bene tenere presente che ciascuno di noi reagisce in modo diverso all’esposizione al sole. Infatti, la nostra pelle essere più o meno sensibile all’azione dannosa dei raggi UVA e UVB in base al suo fototipo. In particolare, si possono distinguere sette classi di fototipi in funzione del contenuto di melanina nella pelle e nei capelli. Sotto il nome di melanina sono raggruppati una serie di pigmenti fisiologicamente prodotti dal nostro organismo per proteggerci dagli effetti dannosi della radiazione ultravioletta solare. 

Persone bionde o rosse di capelli con la pelle chiara (Fototipo I) hanno un maggiore rischio di scottature se si espongono al sole senza protezione rispetto a Persone con capelli scurissimi e pelle insensibile (Fototipo VI).

Conoscere il nostro fototipo è fondamentale per la scelta della migliore protezione solare. In generale, più basso è il nostro fototipo, più alto dovrà essere l’SPF del prodotto da acquistare per abbronzarsi in tutta sicurezza.

 

Fonti: http://www.abc-cosmetici.it/prodotti/prodotti-solari-prodotti/

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