Acne: non solo creme

L’acne è una infiammazione delle ghiandole pilo sebacee che può generare papule (lesioni rilevate sulla superficie cutanea), pustole (evoluzione delle papule con lesioni deturpanti dovute alla sovra infezione di germi), comedoni (i punti neri e punti bianchi) e cisti suppuranti con notevole produzione di pus.

L’acne colpisce la pelle e nello specifico lo strato esterno rappresentato dall’epidermide e quello intermedio, il derma. Il peso della pelle è di circa 10 kg, la superficie è di 1,5-2 metri quadrati. Dal derma nascono le ghiandole sebacee, ogni pelo ha annessa una ghiandola che produce sebo. L’eccesso di sebo si accumula nella ghiandola dando inizio al processo infiammatorio che genera l’acne, il fenomeno si verifica soprattutto verso l’età adolescenziale periodo in cui è massima la produzione di sebo.

L’acne si forma quando il poro da cui fuoriesce il pelo si ottura per il sebo in eccesso che lo soffoca. La prima manifestazione è il comedone chiuso (punto bianco), a causa sempre del sebo esso si può aprire e formare un punto nero (comedone aperto). Sempre l’eccesso di sebo può riempire il canale pilifero sino a rompere l’epidermide dando origine al foruncolo (pustola) oppure alla papula. Se l’infiammazione non trova uno sfogo estremo nascono cisti e noduli. Vengono colpite di solito naso e fronte durante l’adolescenza, collo spalle e viso durante l’età adulta.

Le cause sono molteplici: squilibri ormonali (la ghiandola sebacea lavora troppo per un eccesiva produzione di ormoni maschili), infezioni batteriche (causate da Propionibacterium acne), caratteristiche genetiche.

Classifichiamo l’acne in base all’evoluzione della sintomatologia:

  • acne comedonica lieve e grave (quando si rilevano sul viso pochi oppure molti punti neri)
  • acne papulosa (acne con numerosi rigonfiamenti ed arrossamenti)
  • acne pustolosa (predomina l’infiammazione e tutte le papule divengono pustole)
  • acne cistica (caratterizzata da cisti, ovvero noduli dolenti con all’interno sebo e pus)
  • acne conglobata (quando le cisti e i comedoni si aggregano dando luogo a agglomerati cutanei dolenti ed infetti che deturpano l’epidermide dando luogo a cicatrici).
  • acne rosacea (dermatosi causata da un acaro parassita che causa arrossamenti al viso, guance e volto; più frequente nelle donne).

La cosmesi è un valido supporto alla terapia medica ed impiega creme che vanno sia a lenire i sintomi sviluppati (prurito, rossore e dolore), sia a contrastare la proliferazione batterica del Prop. Acnes. Sarà pertanto dermopurificante, sebo normalizzante e antibatterica la crema che ricercheremo per contrastare gli effetti dell’acne. Nelle forme di acne comedonica è sufficiente la terapia con trenitoina topica (malgrado abbia un’azione irritante e fotosensibilizzante). Per l’acne pustolosa impiegheremo, associata alla trenitoina, un antibiotico topico (eritromicina e clindamicina). L’acne moderata si combatte con una terapia antibiotica per via sistemica (orale), i più efficaci sono tetraciclina, minociclina, eritromicina e doxiciclina. La terapia richiede almeno 4 mesi di terapia. Possono avere effetti di sensibilizzazione cutanea, generare disturbi gastrointestinali e vaginiti da Candida (nelle donne) come effetti collaterali.

Se la donna non risponde agli antibiotici orali si impiegano sovente (nei presunti casi di iperestrogenismo) contraccettivi orali e/o spironolattone.

L’isotrenitoina per via orale rappresenta la miglior scelta terapeutica per un’acne severa in cui vi sia scarsa risposta alla terapia antibiotica. Va assunta sotto stretto controllo medico vista la particolare posologia e il lungo trattamento terapeutico. Le cicatrici di piccole dimensioni possono essere trattate con esfoliazione chimica, laser o dermoabrasione. Importanti depressioni cutanee possono essere trattate con collagene o acido ialuronico.

L’omeopatia risulta efficace sorprendente nel differenziare la terapia in base alle varie forme di acne:

Acne comedonica e papulosa:

Natrum muriaticum, il cloruro di sodio (assumere una scala ascendente di dosi alla 9, 15 e 30 ch, 1 dose ogni 15 gg e una dose alla 30 ch successivamente al mese per almeno 3 mesi). Grande rimedio dell’acne della fronte, su cute untuosa e grassa.

Selenium, il selenio, utile farmaco omeopatico dell’acne giovanile caratterizzata da secrezione seborroica del cuoio capelluto, dei capelli untuosi. Grande rimedio dei capelli indeboliti e della loro perdita.

Si impiega alla 9 ch, 5 granuli 1 volta al dì.

Acne papulo-pustolosa

Calcarea Sulphurica, solfito di calcio, forse il rimedio omeopatico più efficace nei confronti dell’acne. Efficace verso le forme di acne con associazione di pustole crostose giallastre e deformanti. Si assume alla 15 ch, 5 granuli il mattino per circa 1 mese per poi passare alla 30 ch con medesima posologia per almeno 60 giorni.

Ledum Palustre, da impiegare nell’acne frontale, alla 9 ch 5 granuli 1 volta l dì per lunghi periodi.

Sepia, l’inchiostro di seppia, si assume invece da parte di chi è affetto da acne localizzata al mento. La diluizione è 9 ch, 5 granuli il mattino.

Kalium Bromatum, bromuro di potassio, ha indicazione per eccellenza in omeopatia per l’acne pustolosa del volto, delle spalle e del torace, caratterizzato da grande seborrea e disordine ormonale associato alla pubertà.

Anche la fitoterapia ci offre un grande supporto:

Juglans Regia (MG, 1 DH), gemmo terapico da usare in presenza di acne comedonica. 50 gtt 2 volte al dì per periodi prolungati.

Cedrus Lybani (MG, 1 DH), rimedio della pelle secca, 50 gtt 2 volte al dì per periodi prolungati.

Ulmus Campestris (MG, 1 DH), rimedio della pelle grassa, 50 gtt 2 volte al dì per periodi prolungati.

Tra gli oligoelementi, lo Zinco rappresenta un valido supporto per affrontare l’acne giovanile, 1 fialoide per via orale a giorni alterni il mattino a digiuno per almeno 3 mesi.

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