Animali da compagnia come merci, implicazioni legali e sanitarie

Viaggiano soprattutto di notte, spesso con documentazione falsa o falsificata, nascosti in bagagliai di autovetture, in furgoni, in camion, il più delle volte rinchiusi all’interno di borsoni o scatoloni.

Arrivano così i cuccioli, specialmente di cani, importati illegalmente in Italia, dopo un viaggio che può durare anche oltre 12 ore.

Giunti nel nostro Paese, vengono venduti in mercati improvvisati presso le arterie autostradali e sempre più frequentemente su internet.
Il traffico di cuccioli è un vero e proprio business che movimenta circa 300 milioni di euro all’anno.

Cuccioli, specialmente provenienti dell’Est Europa, vengono acquistati a circa 60 euro e venduti ad importi anche fino a 20 volte superiori quando viene trasformata la loro origine da extra-europea a italiana.

Ciò compensa ampiamente anche le perdite dovute all’alta mortalità dei cuccioli: si stima che sia intorno al 50% tra il trasporto e l’arrivo in Italia.

I cuccioli nascono in allevamenti il più delle volte a conduzione familiare, vere e proprie “fabbriche di cuccioli”, che ospitano decine di fattrici per la riproduzione stipate in piccoli box con solo il cibo strettamente necessario per la sussistenza.

In età tenerissima, verso i 30–40 giorni, i piccoli vengono trasportati nel nostro Paese.
In questo squallido commercio di animali manca oltretutto il più banale controllo sanitario.

Il precoce distacco dalla madre causa disturbi al sistema immunitario, rendendo così più facile l’infezione di gravi patologie quali il cimurro, la parvovirosi e persino la rabbia.

Fortunatamente dal 2010 è in vigore la legge 201 che introduce il reato di traffico illecito di animali da compagnia e la fattispecie amministrativa di introduzione illecita.

Per favorirne la piena applicazione e per chiarire il complesso quadro normativo che regola gli scambi commerciali di cani e gatti nell’Unione Europea, il Ministero della Salute ha realizzato un manuale che recepisce le modifiche delle norme UE e nazionali.
In questo modo risulta anche agevolata l’attività di controllo da parte delle Autorità competenti e Forze dell’Ordine.

Fonte: www.salute.gov.it

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