Ansia e fobia scolastica, come affrontare il rientro

Settembre porta con sé un inconveniente spiacevole e sempre più diffuso: l’ansia da rientro scolastico.
Purtroppo un semplice disturbo transitorio può però poi sfociare in vere e proprie patologie, come nel caso della fobia scolare.
Chiamata anche rifiuto scolare, fa riferimento ad un disturbo in cui il livello di ansia e di paura sono tali da compromettere in modo significativo una regolare frequenza scolastica, oltre ad inficiare pesantemente il profitto.
Lo studente, in particolar modo in tenera età, che soffre di fobia può assentarsi dalla scuola fin dall’ inizio della giornata, o può recarsi a scuola e poi, dopo poche ore, chiedere di tornare a casa.
Il disturbo è caratterizzato da chiari sintomi quali grave ansia o attacchi di panico al momento di uscire da casa (vertigini, mal di testa, tremori, palpitazioni, dolori al torace, dolori addominali, nausea, vomito, diarrea, dolori agli arti). Atri disturbi che possono associarsi alla fobia scolare sono la depressione, il disturbo da deficit di attenzione e l’ iperattività.
All’ aumentare della gravità dei sintomi è necessario l’approccio di una terapia sia cognitiva che comportamentale, che può coinvolgere anche i genitori in ambiente scolastico.
Il ritorno a scuola può essere graduale e concordato nei tempi e nelle modalità con gli insegnanti e il personale scolastico. A supporto del trattamento comportamentale, che punta a ridurre l’ansia, aumentare l’autostima e fare in modo che lo studente possa riprendere il prima possibile la normale vita scolastica, non vanno dimenticate le terapie farmacologiche. Alle più complesse e specialistiche che vertono sull’ utilizzo di benzodiazepine e antipsicotici, è utile associare anche rimedi in particolar modo fitoterapici come il tiglio, la valeriana e il biancospino.

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