BPCO e Spirometria

La BPCO, Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva, è una patologia lentamente progressiva ed è strettamente associata sia all’esposizione al fumo di sigaretta che dall’esposizione ai prodotti della combustione dei carburanti.  Alla base della limitazione del flusso di aria vi è una combinazione tra danno delle piccole vie aeree, del tipo bronchiolite ostruttiva, e distruzione del parenchima polmonare.

I sintomi più importanti sono la dispnea da sforzo e la tosse cronica, secca o grassa. Tosse ed espettorazione precedono spesso la dispnea da sforzo di molti anni…per cui è meglio sempre intervenire il prima possibile!  La progressione della malattia è associata all’insorgenza e al peggioramento della fatica, della perdita di peso e dell’anoressia.

La spirometria costituisce il test strumentale meglio standardizzato, più riproducibile e oggettivo. Misura la quantità di aria (litri) che una persona può espirare e la quantità di tempo (secondi) che serve per farlo.

Lo spirometro è lo strumento che viene utilizzato per misurare quanto effettivamente e rapidamente i polmoni possono essere svuotati, misurando il flusso dell’aria espirata in modo forzato dopo una profonda inspirazione, e permette di determinare i volumi polmonari dinamici, indicativi dell’aumento delle resistenze al flusso nelle vie aeree e del ridotto ritorno elastico del polmone.

Il trattamento quindi della BPCO si fonda innanzitutto sulla prevenzione secondaria e terziaria, che si concretizzano sulla cessazione del fumo di sigaretta e sulla prevenzione delle infezioni respiratorie mediante le vaccinazioni antinfluenzale stagionale ed antipneumococcica. A questo si affianca un approccio terapeutico finalizzato a ridurre i sintomi e il rischio di riacutizzazione e a migliorare la capacità di esercizio e la qualità della vita.

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