Coenzima Q10, integrazione polifunzionale

Il coenzima Q10 è un potente antiossidante che si trova in tutte le cellule del corpo ed è normalmente localizzato a livello mitocondriale. Il suo ruolo principale è quello di recuperare ed accumulare l’energia contenuta negli alimenti.

Il coenzima Q10 viene prodotto dall’organismo, ma la sua concentrazione si riduce in modo naturale con l’invecchiamento, con una cattiva alimentazione, in seguito a terapie farmacologiche (statine), oltre che in presenza di alcune patologie croniche, come malattie cardiovascolari, malattie neurodegenerative, diabete, tumori.

L’integrazione con il coenzima Q10 può essere d’aiuto nella gestione di alcune malattie cardiache come infarto, insufficienza cardiaca, ipertensione arteriosa, svolgendo contemporaneamente un ruolo di supporto alle terapie farmacologiche e di prevenzione.

Il coenzima Q10 risulta avere un ruolo importante nella gestione delle terapie anti-colesterolo a base di statine; questi farmaci riducono infatti i livelli di coenzima Q10 causando deficit muscolari, con conseguente perdita di forza e dolore. Un’opportuna integrazione può minimizzare questo effetto collaterale della terapia.

L’assunzione di integratori alimentari a base di coenzima Q10 è indicata anche per contrastare la stanchezza, l’astenia, ridurre la sensazione di fatica, favorire il benessere a livello muscolare e, in virtù del suo ruolo antiossidante, per contrastare il cosiddetto stress ossidativo indotto dai radicali liberi.

Le principali fonti alimentari di coenzima Q10 sono i pesci grassi (salmone, tonno), le carni di organi (fegato) e i cereali integrali, ma ne sono ricche anche sardine, sgombri, piante come la soia e gli spinaci, il germe di grano, la frutta secca e gli oli vegetali.

La dose raccomandata è tra i 30 e i 200 mg al giorno, apporto massimo giornaliero definito per questa sostanza dal Ministero della Salute. Il coenzima Q10 è una molecola liposolubile, quindi è preferibile assumerlo assieme ad un pasto ricco di grassi, in modo che l’organismo lo possa assorbire meglio.

Non sono stati condotti studi specifici su gravidanza e allattamento, pertanto è preferibile evitare di assumerlo in tali condizioni. Nel caso di terapie farmacologiche già in atto, è doveroso il confronto con il proprio medico in particolare se si assumono antitumorali, antipertensivi e anticoagulanti.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5807419/

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