Coronavirus: cani e gatti non ne sono immuni

L’allarme scatenato dall’ epidemia di coronavirus 2019-nCoV colpisce anche i proprietari di cani e gatti.

I nostri amici a quattro zampe infatti possono già comunemente contrarre forme di coronavirus e, come successe all’inizio degli anni 2000 con la Sars, non sono immuni neppure a forme che colpiscono anche l’uomo.

Nei gatti troviamo una forma non virulenta, il coronavirus enterico felino (FECV),e una forma molto più pericolosa, a lenta progressione, chiamata peritonite infettiva felina (FIPV).

Il coronavirus felino ha un’alta incidenza ed è spesso asintomatico. Il contagio da gatto a gatto avviene per via fecale e la sua pericolosità sta nella sua capacità di mutazione nella forma di peritonite infettiva, che può colpire diversi organi e causare sintomi ben più gravi.

In questo caso, più che una terapia specifica, è maggiormente efficace un’attenta cura all’ igiene, specialmente nella pulizia delle lettiere. Rispettando inoltre il calendario vaccinale si limita al massimo il rischio del contagio.

Anche il coronavirus canino è una malattia gastrointestinale acuta e altamente contagiosa.
Si presenta con sintomi poco specifici quali vomito, diarrea, alta temperatura, disidratazione e perdita di peso.
I casi di coronavirus nei cani devono sempre destare parecchia preoccupazione in quanto, qualora i sintomi non venissero riconosciuti a tempo debito, potrebbero portare a gravi complicazioni per la salute degli animali.

Da sottolineare anche il possibile contagio tra cani e gatti.

Il coronavirus colpisce l’intestino tenue e, benché resti molto spesso asintomatico, può velocemente degenerare se contratto insieme al parvovirus canino.
E’ fondamentale impedire che il cane ingerisca le proprie feci o quelle di altri animali.

Il trattamento farmacologico, oltre a sintomatici antidiarroici, richiede farmaci antivirali, mentre in caso di grave disidratazione è richiesta una terapia endovenosa. Anche per i cani esiste un vaccino che viene somministrato nei primi mesi di vita.

Fonte: iss.it

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