Cosa sappiamo veramente del vaiolo delle scimmie?

Il monkeypox, o vaiolo delle scimmie, è un’infezione causata da un virus della famiglia delle Poxviridae, che si differenzia dal vaiolo propriamente detto per la sua minore diffusività e pericolosità.

Il vaiolo delle scimmie, isolato per la prima volta alla fine degli anni ‘50, è una zoonosi già ben nota alla comunità scientifica.

È diffuso tra i primati e i piccoli roditori dell’Africa Occidentale e del bacino del Congo. L’infezione si trasmette dall’animale all’uomo attraverso i fluidi corporei.

Nell’uomo si presenta con febbre, linfonodi ingrossati, dolori muscolari, cefalea e manifestazioni cutanee quali vescicole e pustole che esitano in piccole croste.

Il contagio interumano non avviene solamente per contatto diretto con tali lesioni ma può avvenire, con incidenza minore, anche tramite semplici droplets.

L‘infezione è poco frequente fuori dalle aree endemiche dell’Africa, ma nel corso della storia si sono già verificati casi sporadici nel mondo e perfino un’ epidemia negli Usa nel 2003 a seguito di importazione senza adeguato controllo sanitario di animali dal continente africano.

Ad oggi si registrano casi in Italia, Regno Unito, Portogallo e Spagna, oltre che in Stati Uniti, Israele ed Emirati Arabi.

Il target che risulta al momento più colpito è quello di giovani, prevalentemente maschi, attivi sessualmente.

Il vaiolo delle scimmie presenta nell’uomo un decorso spontaneo della durata media di 10 giorni, e non sempre risulta necessaria la somministrazione di terapia antivirale specifica.

Risulta inoltre evidente dagli studi scientifici che le persone coperte da vaccinazione antivaiolosa -abolita in Italia dal 1981- risultino maggiormente coperte dal rischio di infezione grazie alla presenza di anticorpi che risultano efficaci anche per il monkeypox.

Come comportarsi in caso di sintomi correlabili al vaiolo delle scimmie?

L’ECDC (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) ha attivato un sistema di allerta a livello europeo, al quale partecipa l’Istituto Superiore di Sanità tramite reti di centri sentinella già operativi sul territorio per il contrasto alle malattie sessualmente trasmissibili.

Le raccomandazioni dell’ISS prevedono la segnalazione al proprio medico in caso di comparsa di eruzioni cutanee (vesciche in particolare) accompagnate da febbre.

Va evitato il contatto stretto con persone con febbre e va valutata con attenzione, prima di ogni contatto personale stretto o contatto sessuale, la presenza di eventuali manifestazioni cutanee inusuali (quali vescicole o altre lesioni) sulla cute del partner.

Le raccomandazioni igieniche già note in questi ultimi anni relative alla pandemia Covid, in particolare la disinfezione delle mani, risultano inoltre efficaci anche per la prevenzione del vaiolo delle scimmie.

Fonte: iss.it

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