COVID19: L’IMPORTANZA DELLO STILE ALIMENTARE IN MERITO A CONTAGI E COMPLICANZE

Ci sono evidenze in merito all’aumento della contagiosità e del rischio di complicanze da Covid19 legato a uno stile di vita alimentare specifico? A distanza di mesi dall’inizio della pandemia su scala mondiale, possiamo dire probabilmente di sì.

Un gruppo di ricercatori statunitensi della Harvard Medical School e della Jolla University ha pubblicato, a ottobre 2020 su Cell Host & Microb, i risultati di uno studio relativo ai meccanismi d’azione con cui il virus SARS CoV-2 entra nelle cellule umane, infettando l’organismo e portando alle conseguenze che, purtroppo, abbiamo imparato a conoscere. In particolare, dagli studi si evince che è, tra i tanti fattori, anche la presenza di un’elevata concentrazione di zuccheri a livello sistemico a facilitare l’infezione del virus, incrementando le complicanze successive. Si afferma, infatti nello studio che “la glicazione, dovuta a glucosio, fruttosio, alcol e polioli usati nella dieta, può essere una delle concause più importanti nella infezione da SARS CoV-2. Conoscerla e controllarla può aiutare la difesa dal Covid-19 più di quanto pensato finora.”

In particolare, lo studio ci dimostra il legame tra zuccheri e infezione, sostenendo che “questa ricerca può avere dei risvolti di fortissimo impatto clinico attuale e futuro per almeno tre motivi:

  • la proteina spike (quella con cui il virus del Covid entra nelle cellule umane) deve essere glicosilata dalla presenza di radicali derivanti dal metabolismo di glucosio e fruttosio per potere entrare nella cellula e iniziare la sua attività di replicazione;
  • il recettore ACE2 (quello attraverso cui il virus si aggancia alla cellula umana) deve pure essere “glicosilato” per poterne consentire il passaggio;
  • la presenza di fattori di glicazione e di glicosilazione sul virus può creare uno schermo protettivo nei confronti degli anticorpi, rendendo in un certo senso inattivi anche gli eventuali anticorpi sviluppati”

Questi dati ci aiutano a comprendere perché i diabetici o i pazienti con iperglicemia non controllata si ammalino con più facilità, con un tempo di degenza più elevato e, purtoppo, anche con esiti maggiormente fatali, come descritto sul Journal of Diabetes and Science Technology. Per avere un’idea di questo dato, ci basti pensare che nel Regno Unito, in relazione all’età, l’indice di letalità da Covid per i diabetici varia da 2 a 6,5 volte l’indice di letalità della popolazione normale.

Lo studio descritto in questo articolo rafforza ancora di più la necessità di attenzione al controllo della glicemia e all’introduzione giornaliera di zuccheri alimentari e segnala che in attesa di una copertura vaccinale efficace e probabilmente anche per consentire la sua efficacia, la condizione individuale a livello infiammatorio sistemico dovuta agli zuccheri potrebbe essere molto più rilevante di quanto finora considerato. Non smetteremo mai di dire che lo zucchero, nelle sue forme a immediato rilascio, è causa dello stato di inflammation silente e dannoso alla base di numerosi danni fisiologici.

Fonte www.eurosalus.com

Contenuto validato e pubblico
Loggati per condividere questo contenuto