EFFETTI DISSOCIATIVI. Un ingrediente segreto nella cura della depressione

È risaputo che la depressione sia una patologia molto diffusa. Secondo i dati OMS, infatti, circa il 25% della popolazione europea presenta disturbi d’ansia o dell’umore ed il costo complessivo è stimato in 170 miliardi l’anno. Inoltre, circa un terzo dei pazienti non risponde alle terapie o risponde in modo solo parziale.

Per questi ultimi casi, negli Stati Uniti è stato approvato un farmaco a base di ketamina da assumere per via nasale risultato innovativo per ben due motivi: innanzi tutto riduce i sintomi della depressione sin dalle prime ore subito dopo la dose e, inoltre, gli effetti sembrano duraturi, tanto che basterebbero due dosi settimanali per mantenere la risposta clinica.

La motivazione potrebbe risiedere negli effetti indesiderati. L’esketamina, infatti, produce effetti dissociativi, sensazioni di estraneità dall’ambiente o a volte dal proprio corpo, alterate percezioni del tempo, delle persone o degli oggetti. In poche parole, essa scalza la visione depressiva della realtà. Il dato positivo è che non vengono prodotte nel paziente allucinazioni, disturbi della memoria o altri sintomi spiacevoli.

Nonostante servano test su un campionario più ampio, l’ipotesi finale sarebbe che senza effetti dissociativi potrebbe mancare anche l’azione terapeutica (almeno nelle depressioni resistenti agli altri farmaci). A ulteriore sostegno di ciò, il fallimento di tre test con rapastinel, un farmaco concepito come antidepressivo ad azione glutamatergica senza effetti dissociativi, per assenza di effetto antidrepressivo.

 

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