Emergenza gambe gonfie

Il caldo afoso di questi giorni, la sedentarietà o il lavorare in piedi a lungo come capita a noi farmacisti, indossare indumenti stretti o tacchi alti, il fumo anche se sporadico, un’alimentazione ricca di sale: questi sono alcuni dei fattori che possono influenzare l’insorgenza delle gambe gonfie. Benché l’insufficienza venosa abbia una forte componente ereditaria, come confermano i risultati dell’ultima indagine epidemiologica svolta in Italia in tale ambito, uno stile di vita salutare e scelte alimentari corrette ci possono aiutare a prevenire e a contenere i disturbi legati ai problemi circolatori.

Si parla di insufficienza venosa quando si manifestano sintomi come pesantezza alle gambe, formicolii e affaticamento, caviglie e polpacci gonfi con sempre più evidenti reticoli di capillari superficiali dilatati (teleangectasie), fino a comparire, nei casi più gravi, varici di alcuni tratti delle vene con aspetto nodoso e tortuoso. Quando la situazione si cronicizza si instaurano flebiti e tromboflebiti, ossia rischiose infiammazioni delle pareti dei vasi per le quali serve necessariamente l’intervento tempestivo di uno specialista angiologo.

Lo stile di vita può migliorare notevolmente l’integrità delle vene: raramente l’insufficienza venosa compare tra le persone normopeso che seguono, per abitudine, un’alimentazione ricca di fibre e povera di cibi raffinati. La scarsa concentrazione di fibre nella dieta da supermercato tipica dei prodotti raffinati lavorati dall’industria, infatti, induce uno sforzo maggiore della muscolatura intestinale per garantire l’evacuazione giornaliera delle feci, che saranno sempre piccole e dure: l’aumento della pressione nell’addome ostacola il flusso in salita dalle gambe verso il cuore e ciò può indebolire significativamente la parete dei vasi, generando vene varicose ed emorroidi, infiammazione intestinale e diverticoli. Via libera, dunque, alle fibre per chi soffre di problematiche vasali: esse sono in grado di formare un massa gelatinosa che mantiene le feci soffici e facili al passaggio intestinale, comportando uno sforzo minore durante l’evacuazione. Sono indispensabili tutte le fibre sia quelle contenute in frutta fresca e verdura di stagione, ma anche quelle che ritroviamo in legumi e cereali integrali.

Tra gli alimenti particolarmente indicati per aumentare l’integrità delle pareti venose spiccano senza dubbio le bacche ricche di flavonoidi come ciliegie, frutti di bosco, mirtilli neri, more, ribes nero. Questi frutti sono ricchissimi di antocianidine, bioflavonoidi in grado di aumentare la resistenza dei piccoli vasi, contrastare la permeabilità capillare e ridurre le infiammazioni a carico del tessuto connettivo. Altri cibi molto ricchi di flavonoidi sono i chicchi integrali di grano saraceno e orzo, gli asparagi, la scorza degli agrumi, il vino rosso, la menta piperita: in essi, la rutina e la quercetina svolgono un ruolo importante nel rafforzamento delle pareti dei vasi, riducendo sintomi da sanguinamento e gonfiori agli arti inferiori.

Alcuni ultimi studi, hanno evidenziato che chi soffre di insufficienza venosa mostra una minor capacità di degradazione della fibrina, sostanza che interviene nella coagulazione nel sangue. E’ dunque buona abitudine aumentare il consumo di alimenti che favoriscono l’attività fibrinolitica del sangue (ossia di degradazione della fibrina): peperoncino, aglio, cipolla, zenzero, ananas, radicchio e ortaggi della famiglia delle crucifere, come broccolo, cavolfiore, broccoletti di Bruxelles contengono flavonoidi e vitamina C, dotati di proprietà vaso-protettrici e antinfiammatorie.

Per l’integrità del tessuto connettivo e per la componente muscolare delle pareti venose, è fondamentale prendersi cura del proprio fegato evitando un consumo eccessivo di solanacee (pomodori, peperoni, melanzane, patate) e di grassi saturi contenuti in cibi di derivazione animale (carni rosse, salumi e affettati, latticini grassi), ai quali, invece, vanno preferiti i grassi insaturi contenuti nel pesce, negli oli spremuti a freddo e nei semi oleosi.

Per chi soffre di problematiche al microcircolo, è fondamentale non trascurare l’attività fisica, evitando così lo stazionamento per lungo tempo e la sedentarietà. In particolare, la camminata, la pedalata in bicicletta, il jogging e il nuoto risultano utili per la contrazione dei muscoli del polpaccio che spinge il sangue accumulato in circolo; la respirazione profonda, inoltre, grazie al movimento aspirante del diaframma, facilita il ritorno del sangue ed evita i ristagni.

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