Gli immunostimolanti naturali: alla scoperta dell’Uncaria

Non c’è posto in cui, più della farmacia, sia valida la frase “non esistono più le mezze stagioni”: nelle prime due settimane di settembre, infatti, la maggior parte dei punti vendita cambierà pelle, passando in un sol colpo dai salini agli immunostimolanti.

Oltre ai consueti vitaminici che abbiamo diffusamente trattato nei precedenti articoli, hanno sempre più presa sui pazienti i prodotti con estratti vegetali, che offrono una vasta sfera di consiglio al professionista e di riflesso quindi un’ampia gamma di opportunità per il paziente.

Questi prodotti sono per lo più multicomponente: oltre alla classica Echinacea che la fa da padrone, trovano uno spazio importante anche altri attivi quali ad esempio l’Uncaria, detta anche “unghia di gatto” in virtù della forma delle sue spine.

A livello chimico, l’Uncaria tomentosa contiene alcaloidi, glicosidici, polifenoli e fitosteroli che la rendono piuttosto complessa. La droga è la corteccia ed il suo utilizzo deriva dalla cultura andina, in cui veniva usata per curare le ferite e le problematiche gastrointestinali.

La virtù principale, relativa al sistema immunitario, è quella di trattamento e profilassi delle infezioni delle prime vie respiratorie, principalmente tosse e raffreddore. 

Le componenti sopracitate infatti, da vari studi condotti in vivo ed in vitro, sembrano esercitare un’importante attività antinfiammatoria inibendo alcune citochine nonchè il TNF (fattore di necrosi tumorale) e stimolando le cellule NK (natural killer).

Tra le altre proprietà, ricordiamo gli effetti antiossidanti che proteggono il DNA dai radicali liberi, nonché la stimolazione specifica dell’immunità cellulo-mediata upregolando la produzione di Interleuchine specifiche (IL-1 e IL-6), attivare la proliferazione di linfociti B e T, oltre ad aumentare la fagocitosi da parte dei macrofagi.

Promettenti inoltre sono anche le applicazioni come antivirale, soprattuto relativo all’herpes simplex dove è stata registrata una regressione dei sintomi in 10 giorni su 4 persone di 5, ma anche al tipo zoster (1 paziente su 2 in 7 giorni).

Usi alternativi, in ambito principalmente omeopatico in questo caso, risultano essere quelli relativi al trattamento di problematiche infiammatorie, sia croniche che acute, anche di natura reumatica e con un effetto presunto anche sulla componente dolorosa.

Gli effetti collaterali sono pochi e dati soprattutto da interazioni farmacologiche molto specifiche, quali quelli con farmaci antiaggreganti ed immunosoppressori: questo rende gli integratori a base di Uncaria particolarmente maneggevoli e quindi adatti ad una importante platea di pazienti.

Infatti studi recenti sembrano auspicare il suo impiego come coadiuvante anche in sindromi da immunodeficienza e patologie degenerative.

 

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/16813462/

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