Il burnout, cosa è e come affrontarlo

Anche in Italia è in progressiva ascesa il numero di persone colpite da burnout.

Cerchiamo di capire con precisione di cosa si tratti.

Questa sindrome deve il proprio nome all’espressione anglosassone to burn out, traducibile come bruciarsi, esaurirsi.

Si tratta di uno stato di esaurimento sul piano emotivo, fisico e mentale che l’OMS classifica come stress lavoro-correlato, caratterizzato dalla mancanza da parte dell’individuo di adeguate risorse psico-fisiche per affrontare le attività quotidiane.

Il disagio non si limita quindi a colpire la sola sfera professionale, ma i disturbi emergono anche nella vita privata.

La caratteristica principale della sindrome è l’emersione dei sintomi in un lasso di tempo prolungato.

Tali sintomi vengono suddivisi dall’OMS in fisici e psichici.

A mal di testa, stanchezza, disturbi del sonno, tensioni, disturbi gastrointestinali e tachicardia si possono aggiungere infatti calo della fiducia in sé stessi, vuoto interiore, soddisfazione sempre minore sul lavoro, elevata sensibilità allo stress, sensazione di sfinimento, aumento di distacco mentale e cinismo rispetto al proprio lavoro e calo dell’efficienza lavorativa.

Il tutto sfocia poi con facilità in una depressione conclamata.

I passi chiave da compiere per una buona terapia sono il riconoscimento dei sintomi, l’accettazione degli stessi, e il successivo rivolgersi a uno specialista.

Ulteriori e utili misure sono il riposo temporaneo dal lavoro con un successivo reinserimento progressivo, il tutto seguito da terapie psicologiche.

Se i sintomi sono particolarmente severi può essere auspicabile sottoporsi a cure psichiatriche che siano volte ad evitare sintomi acuti, come gli attacchi di panico, che devono richiedere una terapia farmacologica immediata.

Fonti:

iss.gov.it

who.org

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