L’emergenza per l’epidemia da Covid-19 è ormai esplosa a tutti gli effetti e, dopo settimane di balletti d’opinione su quale dovesse essere il livello di preoccupazione corretto, adesso è chiaro a tutti che la situazione è molto seria e le misure restrittive diventano un obbligo sociale e morale, oltre che l’unica strada per poter contenere una simile emergenza sanitaria.
In questo contesto davvero difficile, la macchina della Sanità Pubblica e tutti gli operatori coinvolti nella gestione dei contagi sono stati e sono tutt’ora un esempio encomiabile, garantendo il contenimento della diffusione e le cure per i malati. Tuttavia a livello politico ed istituzionale, purtroppo, si tende a dimenticare il farmacista, che invece è in prima linea al pari di tutti gli altri operatori sanitari.
Sono anni che spesso i farmacisti portano sulle spalle la croce degli “aspetti commerciali” legati allo svolgimento della propria attività, argomento che, pretestuosamente e puntualmente, distoglie l’attenzione dal ruolo socio-sanitario insostituibile che invece viene quotidianamente svolto da ognuno dei quasi 100.000 farmacisti italiani.
È servita un’emergenza come questa per ricordare, all’Italia e ad ognuno di noi, la centralità di una professione per la quale si proclama un giuramento al pari dei medici e che oggi, in questo frangente critico, porta i farmacisti ad essere operativi sul territorio con turni di lavoro prolungati, senza direttive stringenti che garantiscano adeguata protezione, ma con coraggio, dedizione e abnegazione.
Ciascun farmacista ogni mattina indossa il camice e si mette a disposizione del cittadino per curare, consigliare, spiegare e supportare, in modo da garantire il servizio pubblico e fornire un contributo fondamentale nella gestione dell’emergenza.
Ogni farmacista lo fa rischiando per se stesso e per i propri familiari, lo fa con spirito di sacrificio e serietà, lo fa in silenzio, trovando ogni soluzione possibile per proteggere il cittadino prima ancora che se stesso, lo fa mettendo ancora una volta la propria professionalità davanti a tutto, anche alla propria salute.
Ecco, ora io vorrei che tutti coloro che sono spesso pronti a criticare e sminuire il valore di questa professione, analizzassero oggi le nostre città, le nostre strade, i nostri paesi e osservassero con attenzione chi è costantemente presente a presidiare il territorio dal punto di vista sanitario, con la capacità di accogliere e gestire le esigenze di chiunque, anche in un momento così delicato.
Il farmacista c’è, il farmacista non ha paura!




