IL RESPIRO: PUNTO DI PARTENZA PER IL BENESSERE E PER I RISULTATI DELLO SPORTIVO

Sono numerosi i test che indagano lo stato di salute dello sportivo.

Tra questi, quelli di elezione sono i controlli relativi all’ apparato respiratorio, che sono in grado di valutare anche lo stato di forma generale dell’individuo.

I controlli respiratori sono particolarmente indicativi riguardo anche l’effettiva efficacia dell’attività fisica svolta sia ai fini di allenamento che ai fini di competizione.

L’analisi dei gas respiratori permette di valutare la quantità di ossigeno introdotta attraverso l’inspirazione e la quantità di anidride carbonica emessa tramite l’espirazione.

Questi dati, analizzati in rapporto alla frequenza cardiaca, consentono di identificare il livello massimo di consumo di ossigeno.
Viene così calcolato un parametro, detto quoziente respiratorio, che permette di determinare in modo diretto la soglia anaerobica.

Si tratta di un importantissimo indice che determina fino a che punto si possa spingere lo sforzo fisico prima che l’organismo inizi ad accumulare acido lattico nel sangue e nei muscoli.

Il test è perciò utile anche per lo sportivo occasionale, in quanto rende possibile comprendere la corretta frequenza di respirazione per evitare di raggiungere lo stato di acidosi.
Ne consegue una migliore ossigenazione dei tessuti, con un notevole vantaggio nella performance atletica.

Altro esame importante per chi svolge attività sportiva è la spirometria, procedura che valuta il funzionamento dell’apparato respiratorio: permette infatti di misurare quanta aria contengono i nostri polmoni e come essa si distribuisce attraverso i bronchi.

E’ possibile in questo modo valutare il livello di eventuale ostruzione bronchiale, diagnosticando malattie ostruttive come la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) o l’asma, le cui compatibilità con l’attività sportiva devono essere valutate con la massima attenzione.

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