Il sole protegge il cuore

La luce del sole è vita: fa crescere gli alberi, protegge le nostre ossa, ha un forte potere antidepressivo; l’esposizione ad una luce intensa come quella del sole sembra possa avere anche un effetto anti-infarto.

E’ quanto risulta da uno studio pubblicato recentemente su Cell reports, che rileva come la luce intensa del sole possa avere degli effetti protettivi su cuore e vasi. Un gruppo di ricercatori dell’Anschutz Medical Campus dell’Università del Colorado ha scoperto i meccanismi che stanno alla base di questa azione, i quali sembrano coinvolgere un gene denominato PER2.

La luce intensa amplifica questo gene, che va a rinforzare i vasi sanguigni e a proteggere dagli eventi ischemici cardiaci; inoltre, l’esposizione a una luce come quella del sole aumenta anche le concentrazioni di adenosina cardiaca, la quale è deputata a sua volta all’intensificazione della cardio-protezione, tramite la regolazione del flusso ematico.

I ricercatori hanno cercato di amplificare il gene PER2, espresso in quella parte del cervello che regola i ritmi circadiani e hanno visto che tale azione ha permesso di proteggere i tessuti cardiovascolari in condizioni di bassa ossigenazione, come ad esempio in caso di infarto, dove l’apporto di ossigeno ai tessuti si riduce in modo radicale.

E’ noto da tempo come la luce e l’esposizione ad essa giochino un ruolo fondamentale nella salute e nella regolazione dei processi biologici; gli studi epidemiologici hanno dimostrato, infatti, che il numero degli infarti aumenta nel corso degli inverni e sembra che il fattore determinante non sia tanto la durata della luce, quanto la sua intensità. La “light therapy” può essere dunque una strategia promettente per il trattamento e la prevenzione di condizioni quali l’infarto, utilizzandola ad esempio in via preventiva prima di un intervento chirurgico cardiaco; da qui si può poi partire per sviluppare dei farmaci in grado di simulare l’effetto della luce intensa.

Attendiamo nuove conferme dopo queste deduzioni preliminare sicuramente molto interessanti.

https://www.cell.com/cell-reports/fulltext/S2211-1247(19)30910-6

http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=76441

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