La spirulina: una prospettiva promettente

La spirulina è un’alga verde-azzurra, già utilizzata dalle popolazioni precolombiane come alimento, ma divenuta nota in occidente a partire dalla fine degli anni ’60, quando la NASA decise di usarla come supplemento alimentare per gli astronauti durante le missioni Apollo. Nel corso degli ultimi 50 anni, gli studi sulla spirulina si sono decuplicati, portando alla luce molte potenziali attività di questo interessante nutraceutico.

Un po’ di storia

La spirulina è una microalga, filamentosa, spiraliforme, con un diametro inferiore ad un decimo di millimetro e più precisamente classificata tra i cianobatteri.

La colonia, composta da miliardi di esemplari, trova il suo habitat nei laghi tropicali e sub-tropicali con acque calde e ricche di bicarbonato di sodio. Gli Europei scoprirono questa microalga nel ‘500, quando alcuni religiosi spagnoli giunti in America notarono che le popolazioni che vivevano sul lago Texcoco (Messico) si nutrivano di una torta verde-blu preparata con quest’alga. A differenza di molti altri cibi scoperti nel Nuovo Mondo, la spirulina non venne portata in Europa nel ‘500.

Solo nel secolo scorso infatti essa venne per così dire “riscoperta” nel lago Ciad in Africa e conseguentemente studiata in  modo più approfondito. A colpire gli studiosi fu principalmente la ricchezza di sostanze nutritive presenti in quest’alga: proteine, aminoacidi essenziali, vitamine, sali minerali e oligoelementi.

Attualmente, alla luce delle proprietà della spirulina, si pensa di poterla utilizzare per sopperire alle carenze alimentari nei paesi in via di sviluppo.  Infatti è possibile ottenere elevate quantità di spirulina con un impatto ambientale notevolmente inferiore rispetto ad altre coltivazioni con un contenuto proteico paragonabile (soia) o rispetto all’allevamento di bestiame. La spirulina è relativamente facile da coltivare, ma i risultati produttivi migliori si ottengono solo in particolari condizioni controllate, in laghi alcalini, con un pH molto elevato. Attualmente esistono solo poche aree che possiedono condizioni adeguate e un  clima  sufficientemente soleggiato. Nel mondo ci sono sole poche aree che rispondono a queste caratteristiche: la Grecia, alcune aree del Giappone e degli Stati Uniti e la Spagna.

Spirulina e salute

I  principali componenti della spirulina sono:

  • Le proteine ad alto valore biologico e ricche di aminoacidi essenziali. La spirulina ha un contenuto proteico pari al 65% del suo peso secco, superiore a quello di carne e pesce (15-20%), della soia (30%), del latte in polvere (35%) e delle uova (12%). In queste proteine sono presenti quasi tutti gli aminoacidi (18 su 22): sia quelli essenziali ovvero quelli che l’organismo umano non può sintetizzare, ma che deve necessariamente assumere dal cibo (leucina, isoleucina, valina) sia quelli non essenziali (arginina e alanina).
  • Le vitamine, in particolare la vitamina B12 (essa rappresenta una delle pochissime fonti non animali di questa vitamina) e la pro-vitamina A (Betacarotene). La vitamina C risulta quasi del tutto assente.
  • Minerali e oligoelementi: il più importante è il ferro, ma sono presenti anche cromo, selenio, calcio e magnesio. Poiché si tratta di un’alga di lago lo iodio invece è assente.
  • Acido linoleico e tocoferolo.
  • Pigmenti quali la clorofilla, che hanno un’azione benefica sul sangue: essi infatti favoriscono l’ossigenazione e la produzione dei globuli rossi.

Le pareti cellulari della spirulina non sono contengono cellulosa e questo la rende facilmente digeribile e assimilabile per l’uomo.

Sulla spirulina sono in corso numerosi studi in vitro e su modelli animali, volti a dimostrare potenziali attività benefiche sul colesterolo, sulla pressione, sulla prevenzione del cancro e come antivirale. Tuttavia questi effetti non sono ancora stati confermati sull’uomo. È quindi ancora presto per poter dire che la spirulina possa effettivamente vantare tutte queste proprietà.

Un effetto che risulta ben documentato anche da studi clinici sull’uomo è la capacità della spirulina di modulare la risposta immunitari, riducendo i livelli di Interleuchina 4 e il rilascio di istamina da parte dei mastociti. Pertanto la spirulina potrebbe essere un valido alleato per ridurre la sintomatologia in pazienti affetti da rinite allergica.

La spirulina è utilizzata da molti anni sia come alimento sia come integratore alimentare, senza aver dato mai prova di effetti collaterali. È riconosciuta dalla Food and Drug Administration come generalmente sicura.

La dose massima consigliata è di tre grammi al giorno.

La spirulina è priva di iodio, pertanto non ci sono controindicazioni nell’assunzione di questa alga in pazienti con disturbi della tiroide e in generale non ci sono rischi nell’assunzione per lunghi periodi. Visto la modesta attività immunostimolante, é sconsiglito l’uso a pazienti affetti da malattie autoimmuni o in terapia con farmaci immunosoppressori.

Bibliografia degli studi clinici citati

  • K. Mao, J. van de Water, and M. E. Gershwin, “Effects of a Spirulina-based dietary supplement on cytokine production from allergic rhinitis patients,” Journal of Medicinal Food, vol. 8, no. 1, pp. 27–30, 2005.
  • Hirahashi, M. Matsumoto, K. Hazeki, Y. Saeki, M. Ui, and T. Seya, “Activation of the human innate immune system by Spirulina: augmentation of interferon production and NK cytotoxicity by oral administration of hot water extract of Spirulina platensis,” International Immunopharmacology, vol. 2, no. 4, pp. 423–434, 2002

 

 

 

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