Lattoferrina: un potenziale alleato nella lotta al nuovo Coronavirus?

Nel corso del 2020 il mondo intero si è trovato a doversi confrontare con la devastante pandemia, causata dal virus SARS-CoV-2. Ad oggi si contano oltre 27 milioni di casi e quasi 800.000 morti. Nessun farmaco è stato attualmente approvato per il trattamento di COVID-19 e i vaccini sono ancora in fase di studio. Oltre alle misure di igiene e distanziamento sociale, fortemente raccomandate da tutti gli organismi competenti, una sana prevenzione, bastata sul potenziamento delle difese immunitarie, sembra essere la strada più ragionevole da percorrere.
In particolare la lattofferina sembra rappresentare una prospettiva incoraggiante.

Lattoferrina e immunità
La lattoferrina è una glicoproteina legante il ferro, appartenente alla famiglia delle transferrine e presente in molti fluidi corporei. Una concentrazione particolarmente alta è però presente nel latte.
La lattoferrina è stata identificata per l’appunto nel latte bovino e in seguito la sua presenza è stata riscontrata anche nel latte umano. La lattoferrina bovina (BLF) e quella umana (HLF) presentano sequenze aminoacidiche altamente omologhe (circa 70%).
Fin dalla sua scoperta la lattoferrina è stata considerata una molecola importante per aumentare l’immiunità non specifica contro una vasta gamma di patogeni, inclusi molti virus (Rotavirus, virus respiratorio sinciziale, virus dell’epatite B e C, virus parainfluenzali, Citomegalovirus, papillomavirus umano, adenovirus, enterovirus solo per citarne alcuni).

Un possibile alleato?
L’effetto antivirale di LF è duplice: essa infatti da un lato è in grado di prevenire l’ingresso del virus nella cellula ospite, sia competendo con esso per il legame con specifici recettori di membrana, sia legandosi direttamente al virus ; dall’altro essa sembra inibire la replicazione del virus nelle prime fasi dopo l’ingresso nella cellula.
Già questo primo aspetto sarebbe sufficiente per rendere interessante questa glicoproteina, ma c’è di più.
Innanzitutto la molecola è in grado di sottrarre il ferro non legato dai fluidi corporei e dalle aree di flogosi, evitando così il danno causato dai radicali tossici dell’ossigeno e diminuendo la presenza di ioni ferrici. In presenza di infezioni infatti la concentrazione di ioni ferro liberi aumenta, essi sono responsabili della formazione di radicali liberi dell’ossigno, i quali danneggiano le proteine, i lipidi di membrana, il DNA e causano danno tissutale fino al caso estremo dell’insufficienza d’organo.
La lattoferrina inoltre è in grado di modulare la risposta infiammatoria, downregolando la produzione di citochine pro-infiammatorie come l’interleuchina 6. Questa glicoproteina potrebbe quindi essere in grado di mitigare la tempesta citochinica, che rappresenta una delle conseguenze più severe dell’infezione da coronavirus.
Per finire LF sembrerebbe in grado di regolare l’attività del plasminogeno e la fibrinolisi, inibendo la coagulazione intravasale disseminata. Questo aspetto aggiunge ulteriore interesse verso questa molecola come elemento in grado di controllare la cascata di coagulazione incontrollata promossa dal virus SARS-COV-2.
La lattoferrina, utilizzata a dosi che vanno da 100mg fino a 1000mg al giorno nell’uomo, è riconosciuta dalla FDA come generalmente sicura e priva di effetti collaterali.
Un’interessantissimo studio (Serrano et al. 2020) ha dimostrato che la somministrazione di lattoferrina liposomiale in dose di 32mg per 4 o 6 somministrazioni al giorno, associata a 10mg di zinco per 10 giorni ha portato alla guarigione di 75 pazienti sintomatici affetti da SARS-COV-2 e che lo stesso trattamento in dosi ridotte ha evitato il contagio nei contatti sani.
Lontanissima dal poter essere considerata una cura per il coronavirus e non potendo nemmeno sostituire tutte le norme igieniche e di distanziamento sociale imposte dall’OMS, la lattoferrina rappresenta comunque una possibile speranza quantomeno nella prevenzione dell’infezione da parte di questo nuovo coronavirus.

Fonti
• Intern J Molec Sciences 2020. Doi: 10.3390/ijms21144903
https://doi.org/10.3390/ijms21144903

• Lactoferrin as potential preventative and adjunct treatment for COVID-19
Raymond Chang, Tzi Bun Ng , Wei-Zen Sun. Inter J of Antimicrobial Agents 56 (2020) 106118

• Serrano G, Kochergina I, Albors A, Diaz E, Oroval M, Hueso G, et al. Liposomal lactoferrin as potential prevention and cure for COVID-19. Int J Res Health Sci 2020;8:8–15. doi:10.5530/ijrhs.8.1.

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