LEVOTIROXINA: interazioni e raccomandazioni

La Levotiroxina rappresenta il gold standard terapeutico per il trattamento dell’ipotiroidismo, condizione molto frequente considerando che circa il 10% della popolazione italiana ha problemi di tiroide e oltre il 3% è in terapia proprio con levotiroxina (LT4).

Cos’è la LT4?

La levotiroxina altro non è che l’isomero levogiro della tiroxina che presenta struttura aminoacidica con legati 4 atomi di iodio ed è la molecola di elezione per il trattamento dell’ipotiroidismo.

Scopo del trattamento

La terapia serve a far riacquistare al paziente il suo stato di benessere mediante la somministrazione di una dose giornaliera ottimale (ovvero in grado di ripristinare in quell’individuo livelli di TSH in un range normale).

Questa dose ottimale è individuale perché il target terapeutico dipende da diversi fattori, che modificano la farmacocinetica (ADME) della levotiroxina.

Il primo fattore da considerare è rappresentato dall’interferenza col cibo, in merito, le linee guida raccomandano di assumere la levotiroxina a digiuno.

L’assunzione a stomaco vuoto è fondamentale per l’assorbimento che ha il suo massimo entro 60-90 minuti dalla somministrazione orale.

Per evitare una riduzione della percentuale di assorbimento che avviene a livello dell’intestino tenue che si aggira attorno all’80% bisogna assumere la terapia con levotiroxina compresse almeno 1 ora prima di colazione.

Questo intervallo di tempo va mantenuto anche per l’assunzione di bevande come caffè o latte.

Il cibo o le bevande ingerite potrebbero infatti alterare il pHgastrico e quindi diminuire la velocità di disgregazione della forma farmaceutica solida (compressa) e la velocità di dissoluzione del principio attivo, riducendo in questo modo la percentuale che viene assorbita nell’intestino tenue.

Bisogna prestare attenzione anche agli integratori a base di fibre e a base di soia, che riducono l’assorbimento intestinale del farmaco.

Sono numerosi i farmaci che interferiscono con la levotiroxina, in particolare tutti quelli che alterano il pH del tratto gastro-enterico come gli IPP che agiscono riducendo la secrezione acida gastrica.Abbiamo poi gli antiacidi (idrossido di alluminio, idrossido di magnesio, calcio carbonato e bicarbonato) che, aumentando il pH, riducono la quota di levotiroxina disponibile limitandone l’assorbimento. Anche se con un meccanismo differente l’orlistate le resine a scambio ionico riducono l’assorbimento del nostro ormone.

Per aggirare i problemi di assorbimento legati al pH e di aderenza alla terapia si può richiedere al proprio medico o all’endocrinologo di passare a forme farmaceutiche liquide o alle capsule in soft gel. In queste formulazioni la levotiroxina si trova già in soluzione, questo aumenta la velocità di assorbimento del 30%, ciò si traduce in una possibile riduzione dell’intervallo di tempo che intercorre tra assunzione del farmaco e ingestione di cibi o bevande.

I contraccettivi orali a base estrogenica così come la gravidanza in cui si ha una fisiologica alterazione del quadro ormonale, portano ad una alterazione delle proteine di trasporto, con un aumento del farmaco legato rispetto al farmaco in forma libera, questo significa che la dose di levotiroxina dovrà essere aumentata (solo previa indicazione dell’endocrinologo), aspetto molto importante per un corretto sviluppo scheletrico e cognitivo del feto.

Sempre legato all’integrazione in gravidanza ma non solo, dobbiamo ricordare che i sali di ferro possono formare complessi con la levotiroxina riducendo l’assorbimento di entrambe le molecole.

Al contrario i salicilati così come la furosemide e altri farmaci possono invece spiazzare la levotiroxina dalle proteine plasmatiche con un conseguente aumento della frazione libera di farmaco, intensificandone gli effetti.

Infine ricordiamo che la levotiroxina è in grado di ridurre l’effetto dei farmaci ipoglicemizzanti che necessitano di un aggiustamento del dosaggio.

In accordo con lo specialista si può valutare sia la forma farmaceutica sia l’orario che ci aiuterà ad aderire meglio alla terapia senza stravolgere le nostre abitudini.

https://www.mdpi.com/1999-4923/5/4/621/htm

 

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