I multivitaminici: supporto o panacea?

Con i ritmi di vita odierni, sappiamo quanto una corretta alimentazione, uno stile di vita dinamico ed un equilibrato bilanciamento del sonno siano fondamentali.

Tutto questo però deve scontrarsi con l’esigenza di conciliare varie attività, in un panorama lavorativo e della società in generale che richiede sempre più cose in sempre meno tempo: questo ci porta spesso e volentieri a mangiare in maniera rapida e saltuaria, fare attività fisica solo se e quando possibile, nonchè dormire meno di quanto avremmo bisogno.

In questo panorama, come abbiamo potuto apprezzare in farmacia, si è assistito al boom degli integratori di vario genere come tonici-adattogeni, minerali ed appunto multivitaminici.

Partiamo innanzitutto dalla composizione dei prodotti in oggetto: il multivitaminico, formulato perlopiù in compresse da deglutire o effervescenti, è costituito da vitamine (idrosolubili e liposolubili), minerali ed altri fattori nutrizionali (es. polifenoli).

Negli anni, vari studi scientifici hanno confermato come in una persona sana essi non abbiano alcuna evidenza di prevenzione per sindromi metaboliche, disfunzioni cardiocircolatorie o addirittura problematiche cancerose.

Sull’etichetta degli integratori stessi, che ricordiamo subiscono un controllo post immissione in commercio, è sempre riportata la dicitura “assumere in caso di carenza o aumentato fabbisogno”.

Ogni micronutriente è accompagnato da una RDA (dose raccomandata giornaliera) spesso espressa in percentuale sul fabbisogno, che in alcuni casi supera anche il 100%.

Questo suggerisce che, al netto degli integratori vitaminici monocomponente prescritti o consigliati per carenze specifiche, anche gli stessi multivitaminici debbano essere utilizzati in maniera ciclica e consigliati in casi di effettiva carenza delle vitamine in oggetto, in particolare quelle liposolubili.

Possono essere inseriti bene in contesti di diete squilibrate o ipocaloriche, volti a supplire a carenze di mancata introduzione col cibo. Una dieta bilanciata provvede ad apportare il quantitativo maggioritario di vitamine e minerali, seppur con una differente biodisponibilità rispetto all’integratore.

Da tenere a mente sono anche le controindicazioni di alcune vitamine per categorie specifiche di popolazione, come la Vitamina A (retinolo) che può provocare effetti teratogeni se usata in eccesso oppure il gruppo di Vitamine B in caso di paziente con storia oncologica.

Alcuni di questi integratori alimentari, come quelli a base di Ferro ed Acido Folico, vengono prescritti ed assunti in gravidanza, caso simbolo di aumentato fabbisogno, e forniscono comprovati risultati, come anche la Vitamina D ed il Calcio in caso di osteoporosi.

I multivitaminici in generale sono infatti tarati con concentrazioni standard, adatte alla parte maggioritaria della popolazione, quindi in specifiche categorie di pazienti è da preferire un’integrazione mirata che eviti micronutrienti quali ad esempio lo Iodio (per i pazienti con problemi tiroidei) o la vitamina K (per pazienti che assumono farmaci anti-coagulanti).

In definitiva, gli integratori non hanno proprietà curative ma contribuiscono al benessere dell’individuo.

 

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5267296/

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