Il 20 Marzo è la Giornata Internazionale della Felicità: ecco le chiavi per promuovere il benessere!

 

Oggi è la Giornata Internazionale della Felicità. Nel 2011, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione che riconosce la felicità come “obiettivo umano fondamentale”, chiedendo “un approccio più inclusivo, equo ed equilibrato alla crescita economica che promuova la felicità e il benessere di tutti i popoli”.

Nel 2012 si è svolta la prima conferenza dell’ONU sulla Felicità e l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite individuato il 20 Marzo, giorno del solstizio di primavera, come Giornata Internazionale della Felicità.

Come celebrare quindi la Giornata Internazionale della Felicità? Quali sono le azioni che promuovono il benessere soggettivo e le relazioni?

Nel 2001 l’Università di Berkeley ha fondato il Greater Good Science Center (GGSC), un centro di ricerca che promuove un nuovo movimento scientifico il cui obiettivo è esplorare quali sono i fondamenti della Felicità e quali azioni e condizioni contribuiscono alla percezione soggettiva di vivere una vita soddisfacente e ricca di significato.

Gli studi condotti dai ricercatori del GGSC hanno contributo a delineare una serie di attività e pratiche che aumentano il benessere soggettivo. Ecco le chiavi che aprono la porta della Felicità:

  • Gentilezza: praticate atti casuali di gentilezza. Il sito www.randomactsofkindness.org offre suggerimenti su quali piccoli gesti di gentilezza possono illuminare la giornata di una persona cara o di una sconosciuta: preparare la tavola per la colazione per la propria famiglia, far passare una persona in fila alla cassa, fare un complimento a un amica, complimentarsi per un lavoro ben fatto, lasciare un bigliettino di apprezzamento a un collega. Le ricerche hanno mostrato che compiere piccoli atti di gentilezza come questi migliora l’umore non solo della persona che riceve la gentilezza ma anche di chi compie il gesto. Essere gentili aumenta l’auto-stima e la percezione positiva di sé. Inoltre, la gentilezza è contagiosa: gli studi hanno dimostrato che il destinatario di un atto di gentilezza sarà più propenso a compierne uno a propria volta. Un fenomeno che in lingua inglese viene definito “pay it forward” – passa il favore!
  • Auto-compassione: auto-compassione non significa “piangersi addosso”, bensì ha a che fare con la capacità di interrompere l’incessante “processo” a cui ci sottoponiamo.  Giudicarsi e auto-valutarsi può essere utile in alcuni momenti: l’auto-critica costruttiva funziona spesso da leva per migliorarci e per aumentare le nostre competenze. Quello che non è utile è continuamente etichettarci come “buoni” o “cattivi”. Accettare con un cuore aperto le nostre debolezze e vulnerabilità, fare pace con se stessi per le proprie imperfezioni e mancanze rappresenta una condizione necessaria per il benessere psicologico. È quindi importante imparare a trattarsi con la stessa gentilezza, cura e compassione che mostreremmo nei confronti di un buon amico, di una persona cara o anche di uno sconosciuto.
  • Gratitudine: la gratitudine è una delle chiavi più importanti per aprire la porta del benessere soggettivo. Molte ricerche hanno dimostrato che imparare a riconoscere e a dare importanza ai piccoli e grandi doni che la vita ci riserva diminuisce lo stress e migliora l’umore. Studi condotti nell’ambito delle neuroscienze hanno identificato aree cerebrali che sono probabilmente coinvolte nell’esperienza e nell’espressione della gratitudine, fornendo così prove per l’idea che la gratitudine sia una componente intrinseca dell’esperienza umana. Sembra quindi che l’essere umano sia “progettato” per provare ed esprimere gratitudine e che questa competenza innata abbia contribuito alla sopravvivenza della nostra specie. La gratitudine svolge un ruolo di “collante sociale” che ispira le persone a essere più generose, gentili e disponibili (o “prosociali”); la gratitudine rafforza le relazioni, comprese quelle sentimentali e può migliorare il clima nei luoghi di lavoro. Come praticare quindi la gratitudine? Le ricerche hanno dimostrato che compilare una volta alla settimana una lista di cose per cui si è grati porta benefici in termini di miglioramento dell’umore e di salute generale. Un altro modo per praticare la gratitudine è quello di esprimerla in maniera diretta e intenzionale alle persone verso le quali proviamo questo sentimento. Dire grazie non basta: per sperimentare un aumento nel benessere psicologico è necessario circostanziare e verbalizzare perché siamo grati.
  • Senso di meraviglia: è il sentimento che proviamo in presenza di qualcosa di vasto che va oltre la nostra comprensione del mondo, come guardare milioni di stelle nel cielo notturno o semplicemente essere capaci di meravigliarsi davanti a un arcobaleno. Quando sperimentiamo situazioni che provocano sentimenti di meraviglia, stupore, sorpresa o trascendenza, aumenta la percezione di benessere soggettivo e diventiamo più creativi, più aperti nei confronti degli altri, più socievoli e quindi più felici e promotori di felicità. Le fonti più comuni di stupore sono le altre persone e la natura, ma questo tipo di sensazioni può essere suscitato anche da molte altre esperienze, come la musica, la danza, l’arte, l’architettura o le esperienze religiose. La capacità di provare un senso di meraviglia vedendo spuntare le gemme sul ramo di un albero o osservando le sfumature dei colori delle foglie in autunno è contribuisce al benessere psicologico e alla salute generale e può essere allenata mantenendo uno sguardo intenzionalmente curioso nei confronti dell’ambiente circostanze.

La Giornata Internazionale della Felicità può essere il giorno giusto per iniziare a mettere in pratica in maniera intenzionale e sistematica azioni che contribuiranno a potenziare il benessere psicologico in maniera significativa e duratura, a beneficio non solo di sé ma delle altre persone e della comunità, coltivando “Felicità per tutti”!

Fonti: https://greatergood.berkeley.edu; https://happinessday.org

 

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