Punture di zecca: cosa fare per evitarle

Le passeggiate estive all’aria aperta possono essere disturbate da un fastidioso terzo in comodo: la zecca.

Questo parassita, appartenente alla classe degli Aracnidi, diversamente da quanto si creda, non salta e non vola sulle proprie vittime, ma si apposta all’estremità delle piante aspettando il passaggio di un animale o di un uomo.

Grazie al calore emesso dagli ignari camminatori, questi parassiti avvertono la presenza di un’eventuale preda dalla quale cibarsi di sangue e vi si insediano conficcando il loro rostro (apparato boccale) nella cute.

L’habitat preferito dalle zecche è quello rappresentato da luoghi ricchi di vegetazione erbosa e arbustiva, con clima mite fresco e umido. Stalle e pascoli invece sono da reputarsi zone a rischio a qualsiasi latitudine e clima.

Il morso della zecca, di per sé non pericoloso ed indolore, può esporre l’uomo a gravi pericoli in quanto questi parassiti sono vettori di diverse patologie. La borreliosi di Lyme, le febbri bottonose da rickettsie e l’encefalite virale sono le complicanze più comuni (e pericolose) del morso di zecca.

Cosa fare quindi per evitare morsi e possibili contagi?
In generale è sufficiente seguire semplici precauzioni, in primo luogo l’utilizzo di repellenti per insetti da spruzzare sulla pelle contenenti DEET, N-dietiltoluamide, icaridina o permetrina. In zone a particolare rischio è consigliato anche spruzzare sugli abiti prodotti a base di piretroidi.

Dal punto di vista comportamentale è consigliato indossare abiti chiari, non addentrarsi con pantaloni o gonne corte nell’erba alta e, soprattutto, trattare i nostri amici a quattro zampe con i classici rimedi antizecche quali pipette a base di fipronil.

Qualora si individuassero delle zecche sulla propria pelle, va evitata una rimozione fai da te, in quanto solo una mano esperta può garantire la totale rimozione del parassita. Bisogna rivolgersi ad un medico evitando di utilizzare alcol, acetone, trielina, ammoniaca od olio, né oggetti arroventati, fiammiferi o sigarette per evitare che la sofferenza indotta al parassita possa provocare il rigurgito di materiale infetto nella sede di inoculazione.

Non è da escludere, sempre sotto controllo medico, l’utilizzo di antibiotici sistemici (doxixiclina) efficaci contro rickettsiosi e borreliosi.

Contenuto validato e pubblico
Loggati per condividere questo contenuto