Sars-CoV-2, nessuna correlazione tra uomo e animale domestico

Il nuovo coronavirus, di recente rinominato Sars-CoV-2, è ufficialmente arrivato in Italia.

Per evitare che ci si lasci prendere dal panico, le principali autorità sanitarie del Paese quali l’ Istituto superiore di sanità (ISS), l’ Istituto nazionale di malattie infettive Spallanzani e il Ministero della Salute hanno divulgato un prezioso vademecum per fornire consigli utili nell’ emergenza.

Tra i punti indicati si parla esplicitamente anche dei nostri amici a quattro zampe: “gli animali da compagnia non diffondono il nuovo coronavirus” si legge al punto 10.
Un’affermazione tutt’altro che scontata, in quanto sono anch’essi vittime di diverse tipologie di coronavirus.

La questione è già stata trattata in Cina nei mesi scorsi, mentre ora si è pronunciata anche l’Organizzazione Mondiale per la Sanità, secondo la quale non vi sono prove della possibilità che il nuovo coronavirus Sars-CoV-2 possa diffondersi contagiando anche cani e gatti.

Secondo l’OMS resta comunque buona norma lavarsi sempre le mani dopo averli accuditi.
Sempre secondo l’OMS qualsiasi altra informazione relativa all’ argomento è da ritenersi un “mythbusters”, ovvero un mito da sfatare.

La stessa Organizzazione tra l’altro era già intervenuta nei primi mesi dell’epidemia in Cina ricordando come fosse totalmente ingiustificata la psicosi che collegava la diffusione del virus al rapporto tra uomo e cane, alla luce dell’ aumentare di abbandoni e violenze nei confronti di quest’ultimi a torto indicati come “untori” della nuova patologia.

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