Trekking e colesterolo.. Amore e odio

Diversi studi hanno dimostrato che l’esercizio fisico aerobico incide maggiormente sull’assetto lipidico e quindi sui valori del “colesterolo buono” rispetto alla sola dieta.

II colesterolo è una sostanza lipidica presente nel sangue che, oltre a essere riserva energetica indispensabile per l’organismo, ha funzioni essenziali nella produzione degli acidi biliari, degli ormoni maschili e femminili, dei tessuti nervosi ed è fondamentale nella produzione della vitamina D.

Nel sangue sono presenti due tipologie di lipoproteine, ovvero di particelle deputate al trasporto dei grassi (o lipidi) nei tessuti: le lipoproteine ad alta densità (HDL) meglio conosciute come “colesterolo buono” e le lipoproteine a bassa densità (LDL) dette anche “colesterolo cattivo”. Se in eccesso, queste ultime possono accumularsi nelle pareti delle arterie favorendo la formazione della placca arteriosclerotica, responsabile di una riduzione del volume e dell’elasticità del vaso sanguigno e ostacolo per la circolazione. Le HDL agiscono da veri e propri spazzini in grado di raccogliere l’eccesso di colesterolo LDL e veicolarlo al fegato. Dal fegato tale composto si sposta nell’intestino, da dove viene espulso insieme alle feci.

Grazie all’energia prodotta dall’ossidazione degli acidi grassi che si trovano nei tessuti adiposi del corpo, sport come la corsa, il trekking, il ciclismo, il nuoto, lo sci e la canoa aiutano ad abbassare il livello di colesterolo LDL per effetto del processo energetico aerobico.

Si tratta di un processo in base al quale le particelle di HDL accrescono o diminuiscono proporzionalmente alla quantità e alla costanza sportiva. Maggiore sarà la pratica sportiva, maggiore il numero di HDL a discapito delle LDL e degli altri acidi grassi come i trigliceridi.

Questi ultimi sono gli acidi grassi che servono al colesterolo cattivo per spostarsi all’interno delle arterie. In proporzione all’aumento delle HDL e al calo dei trigliceridi diminuisce il colesterolo totale.

Per intervenire quindi sui livelli di colesterolo cattivo a beneficio del buono è indispensabile agire su tre fronti: fare attività fisica aerobica, avere una alimentazione sana e bilanciata, assumere integratori e/o farmaci appropriati.

Una attività sportiva regolare – meglio se aerobica – favorisce il livello di colesterolo buono e migliora l’efficienza cardiovascolare nel suo complesso se associata a una dieta equilibrata, ricca di fitosteroli e Omega-3. Le linee guida suggeriscono che, contro i rischi da colesterolo cattivo, lo sport è da praticare almeno tre volte alla settimana per almeno un’ora consecutiva, mantenendo una frequenza cardiaca intorno ai 100-120 battiti al minuto.

Essere tenaci e costanti, pianificando gli allenamenti in vista di obiettivi raggiungibili è il modo giusto per ritrovare il piacere di avere un organismo più reattivo e votato al benessere psicofisico.

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