Un legame più stretto: un modello per l’integrazione tra farmacie e ospedali

Negli ultimi anni quasi tutte le farmacie basate sul modello occidentale hanno dovuto reinventarsi, costrette da un margine sempre più labile tra ricavi e costi e dall’evoluzione che ha coinvolto sia la tecnologia sia la professione stessa. In sostanza, gli incentivi potrebbero non essere più diretti e non provenire più dai clienti classici.

Negli USA infatti le farmacie hanno iniziato a cercare più sinergie con grossisti e distributori globali. In particolare, la strategia delle farmacie al dettaglio è quella di concentrarsi sull’efficienza dei servizi e sul miglioramento della qualità della prestazione professionale, assumendo farmacisti più competenti e aggiornandoli costantemente. Per consolidare le nuove relazioni professionali, vengono utilizzati programmi come SilverScripts utile sia per avere in tempo reale aggiornamenti sulla gestione dei costi dei farmaci, sia dei feedback al fine di supportare il miglioramento nell’ambito dell’aderenza alle terapie.

Un modello così dovrebbe funzionare nel contesto del Ssn perché tutto ciò che ottimizza l’aderenza restituisce un valore molto alto sulla prevenzione.

Qualsiasi operatore che si assume l’onere di effettuare questo monitoraggio deve negoziare il suo contratto col Ssn, inserendo una clausola sui costi evitati. In un moderno sistema gli ospedali che scelgono di partecipare scelgono volontariamente di rimborsare le farmacie in base al numero di accessi al Pronto Soccorso, che sono direttamente proporzionali al corretto impiego dei farmaci, e in particolare all’aderenza terapeutica. Quello che è curioso è che la cosa, a quanto pare, è tanto banale quanto impossibile.

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