Uno sguardo all’occhio _seconda parte

La medicina omeopatica può sorprendere per la capacità di affrontare patologie che attraverso una corretta anamnesi ed una analisi visiva possono essere rilevate al banco da un farmacista esperto. Le patologie dell’occhio sono sovente sottovalutate e non sottoposte da parte del paziente ad un’analisi medica approfondita per cui l’osservazione del paziente in farmacia può offrire un interessante supporto a tali e non poco frequenti disturbi.

Un cenno di anatomia.

L’occhio (o bulbo oculare) è l’organo di senso principale dell’apparato visivo. Ricava informazione sull’ambiente attraverso la luce.

Raccoglie la luce dall’ambiente circostante e ne regola l’intensità attraverso un diaframma (l’iride) e mediante delle lenti la focalizza sulla retina.

Da quest’ultima, attraverso una serie di impulsi elettrici, le immagini vengono inviate alla corteccia cerebrale, mediante il nervo ottico, che le elabora ed interpreta.

Un occhio che non presenta anomalie di rifrazione (ametropie) si definisce emmetrope.

Gli occhi sono due organi posizionate nelle rispettive cavità orbitarie del cranio.

La superficie esterna è rappresentata per la più parte dalla sclera (una sfera opaca) che si interrompe anteriormente con una seconda porzione sferica trasparente: la cornea; internamente alla sclera troviamo uno strato pigmentato e vascolarizzato, la coroide, che si continua anteriormente con il corpo ciliare e con l’iride, un disco con un foro, la pupilla, il cui diametro regola la muscolatura dell’iride.

Posteriormente alla coroide, si estende uno strato fotosensibile: la retina.

Essa contiene i fotorecettori dell’occhio che trasducono la luce in potenziali elettrici inviati attraverso il nervo ottico.

Dal corpo ciliare partono fibre che fissano il cristallino, la lente vera dell’occhio, collocata posteriormente all’iride. E’ una lente biconvessa cha ha il compito di mettere a fuoco l’immagine.

L’avanzare dell’età comporta un irrigidimento generale del cristallino con la comparsa di presbiopia. L’occhio può presentare disturbi nell’acutezza visiva:

  • Miopia: difficoltà nel veder gli oggetti lontani
  • Ipermetropia: difficoltà nel vedere gli oggetti vicini
  • Tali difetti sono chiamati ametropie
  • Tali difetti sono talora accompagnati da astigmatismo  (immagini percepite come deformate)
  • Presbiopia: con l’avanzare dell’età la fisiologica perdita di elasticità del cristallino causa difficoltà nella messa a fuoco degli oggetti prossimali 

Sindrome dell’occhio secco

E’ un disturbo dovuto a scarsa produzione di lacrime (detta anche ipolacrimia), riconducibile ad atrofia parziale o totale delle ghiandole lacrimali.

Si genera in questo caso un eccessivo ammiccamento con movimento continuo delle palpebre che traumatizza la congiuntiva.

La superficie oculare non viene pertanto detersa a sufficienza e i sintomi più comuni sono fotofobia, bruciore,  difficoltà di apertura di palpebra al risveglio, dolore ed annebbiamento visivo.

Ne sono caratterizzati anche la sindrome di Sjogren, il Lupus Eritematoso Sistemico e la senilità in cui predomina la secchezza delle mucose.

La terapia di solito è sintomatica mediante l’impiego di gel o lacrime artificiali.

Un supporto anche se non risolutivo ci viene fornito dalla medicina omeopatica mediante l’impiego di Alumina, l’alluminio metallo pesante, si presenta come una polvere bianca inodore e insapore.

Rappresenta un valido aiuto per alleviare la sensazione di sabbia negli occhi, il pizzicore agli occhi, la caduta delle ciglia, visione disturbata per cui il paziente deve sempre stropicciarsi gli occhi. Si assume alla15 ch 5 granuli il mattino a digiuno per lungo tempo.  

Congiuntivite 

E’ un’infiammazione dello strato esterno della parte bianca dell’occhio e della palpebra interna. I sintomi sono caratterizzati da dolore, bruciore e prurito. Si possono altresì riscontrare lacrimazione, occhio chiuso il mattino e gonfiore della parte bianca dell’occhio. La congiuntivite può interessare uno e entrambi gli occhi.

Può essere causata da un’infezione batterica da staphilococco, streptococco, haemophilus e psaedumonas. Colpisce i bimbi, giovani e persone che tendono ad avere sovente un approccio igienico non ortodosso. Ci si infetta toccando acque e superfici contaminate e sfregando gli occhi con mani sporche. Interessa un occhio in fase iniziale e, per contatto, si estende

Si manifesta con dolore, bruciore  e fastidio alla vista, lacrimazione ridotta e produzione di pus e muco giallastro che si accumulano ai lati dell’occhio.

Trattamento comune con antibiotici e steroidi per via topica o, nei casi più gravi, sistemica.

Può avere altresì un’eziologia virale da herpes zoster, morbillo, rosolia e colpisce di solito un solo occhio. Le infezioni herpetiche possono interessare la cornea, seguono sovente il decorso del nervo facciale con conseguente nevralgia. Terapia  di comune impiego  antivirali.

Di comune riscontro è invece la congiuntive allergica, legata alle pollinosi stagionali e caratterizzata da:  prurito, iperemia, secrezione bianca, forte lacrimazione, intolleranza a lenti e luce, arrossamento oculare. E’Bilaterale, colpisce entrambi gli occhi.

Terapia di comune impiego : cortisonici ed antistaminici impiegati sia come colliri che per uso orale.

Nella medicina omeopatica diversi medicamenti risultano particolarmente efficaci da soli o impiegati in associazione ai medicinali di sintesi: 

Mercurius corrosivus, il bicloruro di mercurio, valido nella cura della  sensazione di bruciore intensa che colpisce l’occhio durante una congiuntivite, quando le lacrime intensificano il bruciore e si ha una notevole secrezione di pus giallastro. Si assume alla 9 ch con molta frequenza (5 granuli anche ogni ora), utile nelle congiuntiviti batteriche anche associato ad un collirio antibiotico accelera la guarigione.

Euphrasia officinalis, pianta della famiglia delle Scrofulariacee, è considerata il rimedio per eccellenza dell’infiammazione dell’occhio: molto efficace nei casi di secrezione lacrimale chiara, abbondante, con associati arrossamento ed irritazione di congiuntiva e cornea. Forte prurito dell’occhio associato a scolo nasale chiaro non irritante. Si assume alla 9 ch con molta frequenza (5 granuli anche ogni ora e poi diminuire la frequenza di assunzione al migliorare dei sintomi), utile l’impiego nelle congiuntiviti allergiche anche associato ad un collirio cortisonico o ad una terapia antistaminica.

Risultano interessanti da consigliare sia per alleviare i sintomi di una congiuntivite che per la sindrome dell’occhio secco i colliri a base di Euphrasia.

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