Utilizzo di antiinfiammatori nello sportivo, serve cautela

Il malcostume di alcuni sportivi di assumere farmaci con il solo scopo di migliorare le prestazioni agonistiche fa spesso passare in secondo piano l’attenzione che deve invece meritare la corretta assunzione a fini terapeutici.

Anche nello sportivo infatti non sempre le terapie seguono un corretto iter diagnostico e la cosiddetta deriva verso un abuso di farmaci è sempre dietro l’angolo.
Tale utilizzo consumistico di sostanze medicamentose – non solo farmaci, ma anche integratori e fitoterapici – prende il nome di medicalizzazione dell’atleta.

L’Istituto Superiore di Sanità, in un’indagine condotta in collaborazione con la Commissione di Vigilianza sul Doping, ha acceso i propri riflettori su un uso eccessivo di antiinfiammatori non steroidei, più comunemente conosciuti come FANS.
Farmaci non classificati come dopanti ma utilizzati spesso in modo non corretto.

Su un campione di 2167 atleti, ben 706 hanno dichiarato di fare un uso regolare di tali farmaci.

La prima motivazione di utilizzo è la cura di lesioni traumatiche e muscolo-scheletriche, ma emerge subito il dato che tale assunzione non segue un consiglio qualificato.

Lo studio ha accertato infatti un utilizzo inappropriato di FANS rappresentato da dosaggi incongrui per dose e tempi di somministrazione e un abuso di somministrazioni per via parenterale.

Inoltre i FANS vengano utilizzati in associazione ad altri farmaci o, ancora più pericoloso, in associazione ad altre molecole della stessa classe terapeutica.

Lo sportivo si espone così a tipiche reazioni avverse quali disturbi gastrointestinali, danni epatici e danni renali.
I FANS possono inoltre interferire con la coagulazione del sangue, favorendo anche forme emorragiche.

Diarrea, stipsi, nausea e vomito sono presenti nel 25% dei casi di reazioni avverse, mentre le forme più gravi di emorragie e problemi di aggregazione piastrinica si verificano nel 2% dei casi.

Nello sportivo non va sottovalutato neppure l’effetto paradosso conseguente all’azione analgesica del Fans: dal momento che il dolore di natura infiammatoria viene lenito dal farmaco, l’atleta prosegue nello sforzo aggravando così la lesione, generando di fatto ulteriore ritardi nella guarigione.

Fonte: ISS

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