Osteoartrosi e glucosamina

Le nostre ossa subiscono un fisiologico degradamento legato all’invecchiamento, rendendo l’osteoartrosi un disturbo che coinvolge 4 milioni di persone in Italia.

Le principali cause scatenanti sono:

  • Età e sesso
  • Fattori ormonali
  • Attività fisica e/o lavorative usuranti
  • Fratture ed altri traumi
  • Fattori genetici
  • Processi infiammatori
  • Malattie metaboliche
  • Malattie ematologiche

Il processo degenerativo coinvolge una serie di modificazioni della cartilagine che, nei casi più severi, si deteriora completamente facendo perdere alle articolazioni la capacità di assorbire gli attriti e di sopportare i carichi, causando di conseguenza dolore infiammatorio.

Il meccanismo patologico prevede la dissociazione delle fibre di collagene, il rilascio di prostaglandine infiammatorie e un fenomeno immunitario che coinvolge i condrociti portatori di uno specifico antigene.

Collagene, acido ialuronico, e condroitin solfato sono le sostanze che aiutano a preservare le cartilagini minimizzando le sollecitazioni meccaniche delle artcolazioni.

La glucosamina invece agisce direttamente sulla rimodellazione della cartilagine, favorendone la ricostruzione, e sull’infiammazione, abbassando i livelli di prostaglandine.

La glucosamina è uno zucchero amminico che funge da base per la sintesi endogena di alcune macromolecole tra cui collagene, condroitin solfato e acido ialuronico, tutte sostanze coinvolte nel mantenimento della funzionalità articolare.

La tollerabilità di questa sostanza, generalmente estratta dai crostacei, risulta buona e i trattamenti, affinchè siano efficaci nella riduzione del dolore articolare, devono prevederne l’assunzione di 1500 mg/die per periodi di almeno 4 settimane.

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https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3456914/

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