Citisina: la pianta che può aiutare a smettere di fumare

Il premio del 2019 per la ricerca sul tabagismo della Fondazione Umberto Veronesi è andato a Sara Trussardo e alla ricerca sulla citisina, un farmaco recentissimo per aiutare le persone a smettere di fumare.

Ancora una volta la mission è cercare di aiutare chi vuole smettere di fumare e per farlo la ricerca si è concentrata sulla citisina che è uno dei più recenti farmaci utilizzati per aiutare la disassuefazione dal tabacco; derivato da una pianta, ha il vantaggio di avere un basso costo e una buona efficacia con effetti collaterali molto contenuti.

Sara Trussardo, farmacologa presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, ha sviluppato la sua ricerca coinvolgendo 120 fumatori e con l’obiettivo di testare la sicurezza del farmaco e capire in che modo migliora la possibilità di astinenza dalle sigarette; i risultati ottenuti sono stati positivi perché dopo un anno circa la metà delle persone ha continuato a non fumare.

La citisina deriva dalla pianta Citisus Laburnum, noto come maggiociondolo, perché ha dei grandi fiori penduli che compaiono nel mese di maggio; è segnalata nei centri antiveleni come pianta a cui prestare attenzione perché se ingerita può essere tossica, ma la citisina veniva estratta da questa pianta già nel XIX secolo per creare sciroppi e medicamenti contro la tosse e la stitichezza. L’effetto della pianta si è iniziato a capire dall’esperienza dei soldati russi che durante la Seconda guerra mondiale fumavano le foglie di maggiociondolo non avendo a disposizione il tabacco.

In Italia è disponibile dal 2015 come preparato galenico acquistabile con prescrizione medica e il suo costo è pari al 10-20% in meno rispetto agli altri farmaci per la disassuefazione; la citisina agisce come agonista parziale della nicotina, ingannando i suoi recettori cerebrali aiutando a mitigare gli effetti dell’astinenza quando si smette di fumare e facilitando l’abbandono graduale delle sigarette.

I fumatori, che hanno partecipato allo studio di Sara Trussardo, hanno fatto un percorso che prevedeva l’uso della citisina in compresse per 40 giorni e l’accompagnamento con una consulenza telefonica e visitie di controllo periodiche. Il farmaco ha dato degli effetti collaterali in 39 partecipanti su 120 quali nausea, gonfiore, aumento dell’appetito e sonnolenza, ma solo 11 persone hanno scelto di lasciare la terapia. Questo studio dimostra che il supporto farmacologico unito al supporto di counseling telefonico ha diminuito il desiderio compulsivo e i sintomi dell’astinenza da fumo, migliorando in modo significativo la qualità della vita di queste persone.

A cura di Antonella Boldini

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