Eccoci all’inizio della fase 2, con il parziale ritorno alla normalità, al lavoro, ai nostri impegni. In questo momento, mai come prima, bisogna tenere gli occhi aperti, prestare la massima attenzione e porre il massimo impegno a tutte le precauzioni per diminuire il rischio di contagio.
Oltre al noto distanziamento sociale non possiamo tralasciare l’importanza di non toccarsi il viso cercando di controllare il più possibile questa gestualità, spesso involontaria e molto frequente prima dell’emergenza, poiché le mani potrebbero essere un possibile veicolo per l’ingresso del virus attraverso bocca, naso ed occhi.
Come dobbiamo quindi comportarci per indossare gli occhiali, le lenti a contatto e per i controlli oculistici durante l’emergenza Covid-19?
Meglio lavare spesso gli occhiali, utilizzare lenti a contatto giornaliere e non ritardare cure o visite necessarie per il timore di contagio.
PRECAUZIONI CON GLI OCCHIALI
Nonostante posano fungere da barriera, quando si indossano occhiali da vista o da sole, purtroppo, si tende spesso a toccarli per sistemarli, rischiando così di veicolare il virus con le mani infette. Inoltre, Sars-Cov2 può depositarsi anche sulle superfici di lenti e montature perciò è consigliata una detersione frequente, almeno tutte le sere con detergenti adeguati a non alterare le lenti o la montatura.
PRECAUZIONI CON LE LENTI A CONTATTO
Un’attenzione maggiore deve essere posta alle lenti a contatto poiché la congiuntiva è una delle vie preferenziali di penetrazione del virus nell’organismo. “Quando una persona si mette le lenti a contatto – spiega Lucio Buratto, direttore scientifico del Centro Ambrosiano Oftalmico CAMO di Milano – lo fa usando le dita e se queste sono contaminate il rischio di contagio c’è.” Inoltre, come avviene quando si indossano gli occhiali, anche in questo caso è più frequente toccare con le mani la zona perioculare, potenziando il rischio di contagio se queste sono infette. Il virus poi, può “viaggiare” nell’aria dopo un colpo di tosse o starnuto, depositandosi anche sulle lenti a contatto di una persona situata entro 1,5 metri. Per questi motivi sarebbe meglio usare lenti giornaliere da cambiare dopo accurata detersione delle mani.
PRESTAZIONI OFTALMOLOGICHEI
Inquesto periodo abbiamo anche assistito ad un calo di quelle che erano le prestazioni mediche oftalmologiche erogate nel periodo per-coronavirus (circa 3 milioni annue), che spaziavano dalla semplice prescrizione di occhiali, alle iniezioni di farmaci intravitreali (per chi soffre di patologie severe), agli interventi chirurgici “di routine” (come la cataratta) fino a quelli più complessi. Il problema è legato sia alla chiusura di alcuni reparti vista l’emergenza Covid-19, sia alla paura del contagio da parte dei pazienti, sebbene siano stati messi in atto tutti i meccanismi possibili di prevenzione dell’infezione (separazione spaziale tra le persone, erogatori di prodotti sanitizzanti, mascherine gratuite per chi viene in ambulatorio, poche persone, aerazione). Come suggerisce ancora Lucio Buratto “in caso di dolori, incidenti, problemi visivi gravi o qualsiasi cosa che abbia le caratteristiche di un’urgenza bisogna vedere un medico”. Ci sono infatti prestazioni che non possono essere rinviate, come le iniezioni intravitreali contro la maculopatia senile umida, che provoca tanti danni alla vista degli anziani, i trapianti di cornea, gli interventi di glaucoma ed altre patologie, dove un ritardo di mesi può comportare danni permanenti alla vista.
A cura di Michela Soardi




