Malattie esantematiche nei bambini: come riconoscerle e trattarle

Quale genitore non ha affrontato nella sua vita una malattia esantematica del figlio o non ne è stato lui stesso colpito da giovane?

Cosa sono le malattie esantematiche?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) classifica le malattie esantematiche in un numero di 9: varicella, rosolia, scarlattina, morbillo, sesta malattia, quinta malattia, coxsackiosi, parotite, pertosse. Con il termine esantema si identifica la peculiarità di tali malattie che è appunto l’interessamento cutaneo, che si sviluppa con eritema, macchie e vescicole che prudono, ad eccezione della parotite e della pertosse che si ritrovano classificate insieme a quelle esantematiche per l’alta contagiosità, nonostante appunto non si manifestino con una sintomatologia cutanea. Oltre ai segni cutanei, dunque, si possono manifestare anche dei sintomi più aspecifici, quail la febbre, la tosse e la stanchezza fisica; tutte hanno un periodo di incubazione, cioè un tempo che intercorre tra l’avvenuto contagio e la comparsa vera e propria dei sintomi, tale da permettere delle epidemie soprattutto nei luoghi quali asili e scuole. Ad eccezione della coxsackhiosi che si trasmette anche per via oro-fecale, le malattie esantematiche si trasmettono per via aerea, tramite starnuti, tosse e saliva.

Varicella

La varicella è causata da un virus della famiglia degli herpes, il Virus VZ (varicella-zona) e colpisce soprattutto il bambino tra i due e i dieci anni; l’incubazione è di circa 14-15 giorni e si manifesta con corizza, mal di testa, febbriciattola e il tipico eritema vescicolare in diverse parti del corpo, che prude a tal punto che spesso il bambino grattandosi lascia delle crosticine che possono trasformarsi in cicatrici. Al centro delle macchie si formano delle vescicolette simili a bollicine, che si rapprendono e seccano: è proprio al momento della essicazione che il prurito è più intenso. La terapia classica prevede l’uso del paracetamolo per la febbre, di un antistaminico per il prurito e di una pasta all’acqua localmente. Le armi in più da utilizzare in sinergia a quelle classiche possono provenire dalla fitoterapia: contro il prurito a livello locale funziona molto bene la Calendula T.M., 10 gocce in un litro di acqua bollita e poi raffreddata, da usare per frizioni sulle vescicole pruriginose.

Scarlattina

E’ un’infezione causata da Streptococchi beta-emolitici di gruppo A, che ha un inizio improvviso con brividi, angina, febbre elevata, cefalea, disturbi digestivi, tipo nausea e vomito, lingua tipica rosso viva sui bordi, biancastra, poi rossa, con papole sporgenti che viene definite “lingua a lampone”. Successivamente ci sono le eruzioni rosse, diffuse, a chiazze larghe con spuntine sporgenti e che si sviluppano facilmente nelle pliche delle ginocchia e dei gomiti. La diagnosi deve essere confermata dall’esecuzione del tampone faringeo che attesta la presenza dello streptococco e la terapia è essenzialmente quella antibiotica, con un’incubazione di 4-5 giorni dopo l’inizio della terapia antibiotica. Adesso anche in farmacia si può effettuare un tampone rapido per la rilevazione dello Streptococco, ottenendo il risultato in 10 minuti.

Sesta malattia

Detta con termini medici “esantema critico”, la sesta malattia è una patologia virale che colpisce solitamente i bambini tra i 6 mesi e i 2 anni con delle piccole macchie rosse che appaiono dopo tre giorni di temperatura elevata; l’eruzione, che assomiglia alla rosolia, risparmia il volto, dura 48h e scompare senza desquamazione. La terapia classica prescrive  degli antifebbrili e antinfiammatori per sopportare le ore in cui si sfoga.

Quinta malattia

In medicina si chiama “megaloeritema epidemico” e si sviluppa con un’eruzione al viso a forma di farfalle, che assomiglia all’impronta di uno schiaffo e che colpisce i bambini dai 6 agli 8 anni; dapprima sono colpiti gli arti, poi il tronco, soprattutto le zone scoperte e tale eruzione può durare anche un mese. Il virus che la causa è il parvovirus B19 e non richiede una terapia specifica né esami diagnostici.

Queste sono solo alcune delle malattie esantematiche che possono colpire i più piccoli, per le altre esistono anche i vaccini, alcuni facoltativi, ma comunque consigliabili. Un ultimo aspetto che vorrei sottolineare, infine, è relativo alla possibilità che un bambino possa trasmettere la malattia al genitore non immune alla stessa: in realtà le malattie esantematiche sopra descritte sono tipiche dell’infanzia, ma ciò non vuol dire che non siano contagiose anche per i più grandi, che se dovessero venire infettati potrebbero avere delle complicanze sgradevoli.

 

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