Nuove opportunità in farmacia: nutraceutica e nutrigenomica

Il cibo non solo come fonte di sostentamento, ma come mezzo per mantenere uno stato di benessere psico-fisico e salute. E’ questo il nuovo trend quando si parla di alimentazione. Molte patologie infatti risultano correlate all’alimentazione, mentre è scientificamente provato che una corretta interazione tra nutrienti e organismo definisce un equilibro tra salute e malattia (fonte: Sapienza Innovazione – Università La Sapienza).
Negli ultimi anni sono nate nuove discipline che mettono in correlazione la scienza con l’alimentazione: parliamo di nutraceutica e nutrigenomica.
La nutraceutica in particolare studia gli estratti di piante, animali, minerali e microrganismi che hanno una funzione benefica sulla salute. La definizione di “nutraceutica” è evoluta nel tempo, da quella data dal Dott. Stephen De Felice al termine degli anni Ottanta a quella attuale del Ministero canadese della Sanità. Oggi per “prodotto nutraceutico” s’intende “un prodotto isolato o purificato dagli alimenti, generalmente venduto sotto forma di medicinale, e di solito non associato agli alimenti, che sia dimostrato possa fornire un effetto benefico fisiologico o una protezione contro malattie croniche”.

Per nutrigenomica invece si intende la scienza che studia i modi in cui il cibo interagisce con il nostro DNA. Le scelte nutrizionali sono infatti in grado di influenzare l’evoluzione del nostro codice genetico massimizzandone, ove possibile, il potenziale e riducendo il rischio di contrarre malattie. Secondo la nutrigenomica, attraverso la mappatura dei geni, è possibile identificare gli alimenti che possono avere effetti positivi o negativi sulla nostra salute, aiutandoci a proteggere l’organismo. Grazie alla nutrigenomica
ognuno di noi avrà a disposizione una dieta personalizzata formulata in base al proprio corredo genetico, che potrà così essere coadiuvata da integratori alimentari realizzati su misura tenendo conto del corredo genetico e della predisposizione verso alcune patologie.

Un nuovo sbocco per il farmacista?

Non è da escluderlo, in quanto è sufficiente un semplice prelievo dalla mucosa orale grazie al quale è possibile verificare se nei geni in essa contenuti vi sono alterazioni. In base ai risultati si possono quindi individuare quegli alimenti che possono riparare o ritardare tali anomalie.

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