Dal curry allo scaffale delle farmacie,come la Curcuma ha saputo sorprenderci

“Favorisce le funzioni digestive, utile nella funzionalità articolare e ciclo mestruale!”

La curcuma è una spezia orientale, molto impiegata nel settore alimentare che trova ampio sbocco anche in ambito fitoterapico e nell’ ayurveda (scienza di lunga vita). L’intensa polvere, colore ocra , deriva dalle radici di una pianta erbacea perenne, la Curcuma Longa, coltivata da diversi anni nei paesi asiatici.
Accanto alle note azioni coleretiche-colagoghe, peculiari a svariate spezie, che ne certificano i benefici per le funzioni digestive ed epatiche (protezione epatica con modulazione nella produzione di bile ed il relativo deflusso a livello intestinale), si affiancano nuove potenzialità d’impiego.
Il contenuto medio di curcumina, polifenolo contenuto nella radice polverizzata, ne determina sia le forti proprietà antiossidanti, sia la spiccata efficacia antinfiammatoria. Proprio con l’inibizione enzimatica della ciclossigenasi di tipo 2 (COX2) e lipossigenasi (5-LOX) e la conseguenza cascata molecolare infiammatoria, si hanno ottimi risultati nel migliorare la funzionalità osteoarticolare compromessa, ed alleviare i disturbi mestruali.
Durante la sindrome premestruale, che interessa molte donne dalla giovane età a quella adulta, le pazienti sono spesso costrette ad assumere farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS), esponendosi ai caratteristici effetti collaterali. La curcuma, risolve in parte questo limite applicativo, non presentando azione gastro lesiva, al contrario, studi scientifici riportano un’azione preventiva e lenitiva sul’ulcera gastrointestinale (Yadav et al., 2013).

“Non trovare il difetto. Trova il rimedio!”  (Henry Ford)

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