Lesioni (placche) caratterizzate da eritema e desquamazione su gomiti, ginocchia, cuoio capelluto, zona lombare della schiena fino all’interessamento dell’intero corpo.
Queste sono le manifestazioni della psoriasi, una patologia cronica della pelle, non contagiosa che interessa tra gli 1,2 e 1,8 milioni di italiani.
Dopo l’esordio, che può presentarsi a qualsiasi età, la malattia può avere fasi alterne, di durata variabile, con maggior o minor gravità delle manifestazioni cutanee.
Oltre alla predisposizione genetica (1 su 3 ha un parente con psoriasi) i fattori scatenanti possono essere:
- traumi di diverso tipo
- l’alcol
- il fumo
- lo stress
- cambiamenti ormonali, specie nelle donne
- alcuni farmaci (ace inibitori, beta bloccanti, antinfiammatori, litio, antimalarici)
- infezioni (come quelle da streptococco che colpiscono la gola)
- malattie che colpiscono il sistema immunitario (per esempio l’Hiv)
A oggi non esiste una cura risolutiva ed i trattamenti sono finalizzati a tenere quanto più possibile sotto controllo la malattia. Il tipo di terapia dipende dalle caratteristiche della patologia e da quelle del paziente.
Trattamento topico (locale): con creme o unguenti, è impiegato per le forme più lievi. La terapia in genere comprende prodotti a base di corticosteroidi, analoghi della vitamina D e sostanze emollienti.
Fototerapia: la luce, naturale o artificiale, può migliorare i sintomi della psoriasi. Per le persone che si sottopongono a frequenti sedute è tuttavia necessario sottoporsi a controlli periodici per lo screening dei tumori della pelle.
Terapie sistemiche: metotrexate, ciclosporine, l’acitretina,ed i farmaci biologici, sebbene non privi di gravi effetti collaterali, sono utili nei casi più severi o quando le precedenti terapie abbiano fallito.




