Ragadi alle mani: una dolorosa compagnia

Lavarsi spesso le mani e igienizzarle fa parte di quelle norme utili ad evitare il diffondersi del Coronavirus; col sopraggiungere dell’inverno, però, il freddo favorisce la loro screpolatura che, insieme alla continua detersione consigliata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, provoca le ragadi alle dita.

Le ragadi sono taglietti lineari molto fastidiosi, a volte sanguinanti, che interessano la porzione superficiale della cute, provocando una lesione in genere lineare che sembra una fessura; sono molto difficili da far guarire, anche perché hanno una scarsa tendenza alla guarigione spontanea.

A livello delle mani queste lesioni possono manifestarsi sulle nocche, negli spazi interdigitali, cioè tra le dita, sui polpastrelli e nelle zone intorno alle unghie.

Le ragadi delle mani si formano quando la pelle è disidratata, secca, sottile e meno elastica, ma possono essere causate anche da dermatiti da contatto. Tra i fattori che ne possono favorire l’insorgenza rientrano le condizioni climatiche avverse, come i cambi di stagione che portato a freddo intenso o al caldo estremo e le alterazioni del normale film idrolipidico che riveste la cute. Quest’ultima evenienza la notiamo bene soprattutto in questi mesi che abbiamo fatto e tutt’ora stiamo facendo un abuso di gel disinfettanti per difenderci dalla pandemia da Covid-19.

Le ragadi alle mani possono essere recidive, e quindi presentarsi spesso, per questo è necessario trattare queste lesioni nel modo più corretto, altrimenti possono diventare molto dolorose, con episodi di sanguinamento e perdita di siero dalle ferite aperte. Per curarle e prevenirne la comparsa bisogna mantenere le mani ben idratate con creme a base di pantenolo, glicerina, ceramidi, vitamina E ed urea.

Quest’ultima in particolare è molto utilizzata in vari preparati cosmetici e dermatologici perché è naturalmente presente nello strato corneo della cute e quindi risulta essere ben tollerata e adatta a tutti i tipi di pelle. Quello su cui si va ad indagare è l’uso clinico delle creme all’urea rispetto alle indicazioni, agli effetti collaterali e alle combinazioni con altre sostanze.

Lo specialista dermatologo può arrivare a prescrivere anche creme a base di cortisone e, in caso di ferite più profonde, pomate antibiotiche; quando la pelle delle mani è così rovinata, infatti, è esposta ali agenti patogeni e questo può provocare delle infezioni.

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/1466188/

http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioNotizieNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=4287

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