Come spiega Massimo Andreoni, ordinario di malattie infettive all’Università di Roma Tor Vergata, «normalmente, durante i viaggi e le vacanze, la possibilità di avere degli rapporti sessuali occasionali aumenta. Non è un caso che, nel periodo successivo a quello estivo, si registri il picco assoluto annuale di pazienti in fatto di infezioni e malattie sessualmente trasmissibili».
Questo picco è dovuto alle lacune in materia di educazione sessuale: d’estate 1 adolescente su 2 non usa precauzioni, nemmeno in rapporti occasionali. È da una indagine del 2015 che è emerso come infatti siano i giovani, tra i 20 e i 30 anni, ed in particolare le donne, ad avere una minor percezione del rischio, soprattutto in caso di sesso orale, veicolo di papillomavirus.
Contraccezione e prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse sono concetti ben diversi, e la prima non implica la seconda.
Infatti, se per evitare una gravidanza si può ricorrere a diversi metodi, non legati necessariamente all’uso preservativo, per prevenire malattie sessuali quest’ultimo è indispensabile.
Impressionanti sono i numeri riportati da Andrea De Luca, direttore della clinica di malattie infettiva all’Università di Siena «Oltre l’Hiv, negli ultimi quattro anni i centri infettivologi italiani hanno riscontrato un raddoppio dei casi di sifilide. A queste si aggiungono altre infezioni, anche meno gravi, come quelle da Clamidia, ma non prive di conseguenze, tra cui l’infertilità femminile. L’infezione più diffusa è quella da papillomavirus, per la quale è fondamentale la vaccinazione gratuita (garantita a tutti gli adolescenti all’età di 11 anni). Nei contagi, anche se il rischio di un singolo rapporto è basso, se si gioca alla roulette russa prima o poi il proiettile arriva e per questo bisogna proteggersi sempre».
A cura di Michela Soardi




