Stress post-traumatico, si vince battendolo sul tempo

Lo stress post-traumatico è una forma di disagio mentale che si sviluppa in seguito a esperienze personali fortemente negative e dolorose sia mentalmente che fisicamente.

 

Si tratta di una condizione complessa derivante da molteplici fattori, in grado di colpire sia le persone direttamente interessate dal trauma sia le persone a loro vicine.

 

Nel caso di bambini e adolescenti anche una esposizione mediata a fatti che coinvolgano ad esempio il proprio paese o la propria città può generare condizioni di stess post-traumatico.

 

Tra i fattori che contribuiscono allo sviluppo di tale condizione di stress ci sono le caratteristiche dell’evento che lo causa e il grado di esposizione della vittima.

 

La maggior parte delle persone colpite manifesta stati d’ansia e sintomi depressivi che in una piccola percentuale non migliorano neppure con trattamenti specifici a lungo termine.

 

Secondo lo statunitense National Institute of Mental Health (NIMH), caratteristica dello stress post-traumatico è la continua rivisitazione da parte della vittima dell’esperienza traumatizzante sotto forma di flashback, ricordi, incubi o in occasione di anniversari e commemorazioni.

 

Le persone affette dalla patologia manifestano difficoltà di controllo delle emozioni, irritabilità, rabbia improvvisa o confusione emotiva, depressione e ansia, insonnia, ma anche la determinazione a evitare qualunque atto che li costringa a ricordare l’evento traumatico.

Un altro sintomo molto diffuso è il senso di colpa, soprattutto legato a chi per esempio sopravvive a compagni o amici.

 

Alcuni sintomi più specifici sono dolori al torace, capogiri, problemi gastrointestinali, emicranie e indebolimento del sistema immunitario.  

 

Il trattamento dello stress post-traumatico, riguardo al quale non vi è ancora un consenso comune da parte della comunità scientifica, può svilupparsi sia dal punto di vista farmacologico sia dal punto di vista psicoterapeutico.

 

Quest’ultimo in particolare dà ottimi risultati se ottenuto lavorando sui metodi di gestione dell’ansia e sulla rielaborazione delle proprie emozioni negative.

Sono importanti anche le terapie di gruppo e la psicoterapia che deve però essere approcciata entro due mesi dell’evento traumatico.

 

Risulta così fondamentale la velocità nella diagnosi.

 

Fonte: ISS

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